One Piece, la terza stagione live-action si farà (ed è già in lavorazione)

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Netflix ha messo nero su bianco il futuro dell’equipaggio di Cappello di Paglia, e chi sperava in un’imminente conclusione dovrà ricredersi. La piattaforma, che nelle ultime settimane aveva tenuto i fan con il fiato sospeso, ha infatti confermato la produzione di una terza stagione per l’adattamento live-action di One Piece, l’opera monumentale di Eiichiro Oda destinata a dominare le classifiche ancora per molto tempo. Le riprese, va detto, sono iniziate già da qualche mese nel pieno rispetto della tradizione che vuole Città del Capo (in Sudafrica) come il quartier generale della ciurma più famosa dei sette mari. La notizia, sebbene ampiamente attesa, porta con sé un dettaglio sostanziale: l’arco narrativo prescelto non è uno qualsiasi, ma quello di Alabasta, un vero e proprio spartiacque per la saga che gli appassionati più accaniti ricordano come il momento in cui la storia ha smesso di scherzare.

La battaglia nel deserto e il peso di un Titolo

La terza stagione, che porterà ufficialmente il titolo One Piece: The Battle of Alabasta, è stata annunciata per il 2027, un lasso temporale che lascia intendere come la produzione stia curando ogni singolo dettaglio di questo passaggio cruciale. L’arco narrativo in questione, pubblicato originariamente sul finire degli anni Novanta (e racchiuso nei volumi dal diciassettesimo al ventitreesimo dell’edizione cartacea), è celebre per la sua complessità politica e per l’introduzione di dinamiche molto più adulte rispetto ai primi episodi. Non si tratta più della semplice caccia a un tesoro, ma di una discesa in un regno desertico dilaniato da una guerra civile, dove la Principessa Vivi (interpretata da Charithra Chandran, che rivedremo in questo ruolo) cerca disperatamente di salvare il suo popolo dalle grinfie di un’organizzazione criminale. La tensione narrativa, in questo caso, si sposta completamente sull’ambiguità morale: i nemici non sono più solo pirati rivali, ma veri e propri artefici di colpi di stato, con Sir Crocodile (uno dei protagonisti di questa nuova fase) a fare da mattatore.

Una mattoncino alla volta: l’anomalia Lego

Mentre le troupe lavorano a pieno regime per ricreare le distese sabbiose e le maestose città di Alabasta, Netflix ha deciso di allietare l’attesa con un prodotto anomalo, quasi una digressione postmoderna. Stiamo parlando di LEGO One Piece, uno speciale animato in due parti che debutterà sulla piattaforma il 29 settembre. Realizzato in collaborazione con il gruppo Lego, Shueisha e Atomic Cartoons, questo progetto non è un semplice spin-off commerciale, bensì una rivisitazione ironica e stilizzata delle prime due stagioni live-action. La scelta di raccontare gli eventi passati attraverso la prospettiva di Usop (che funge da narratore per l’appena arrivato TonyTony Chopper) è un espediente che permette agli autori di giocare con la memoria dei fan, distorcendo i ricordi con l’estetica umoristica e le costruzioni tipiche del marchio danese. Un’operazione nostalgia, insomma, ma confezionata con un livello di cura tecnica che lascia presagire un prodotto di nicchia ma di grande impatto visivo.

La ciurma si allarga: facce nuove e ritorni

Tornando al live-action, l’annuncio della terza stagione porta con sé anche alcune conferme relative al cast, elementi che gli sceneggiatori Joe Tracz e Ian Stokes hanno dovuto bilanciare con cura per non tradire le aspettative. Se Iñaki Godoy (Luffy), Mackenyu (Zoro), Emily Rudd (Nami), Jacob Romero (Usopp) e Taz Skylar (Sanji) sono ormai un pilastro difficilmente sostituibile, la novità riguarda lo status di alcuni personaggi secondari. Mikaela Hoover (Chopper), Joe Manganiello (Mr. 0), Lera Abova (Miss All Sunday) e Sendhil Ramamurthy (Cobra) sono stati promossi a series regulars per questo terzo capitolo, il che significa che le loro storie si intrecceranno molto più strettamente con quella principale. A loro si aggiungeranno poi Xolo Maridueña nei panni di Portgas D. Ace e Cole Escola in quelli di Bon Clay, due innesti che promettono di alzare ulteriormente l’asticella dell’azione e del grottesco. Le riprese, va ricordato, sono attualmente in corso a Città del Capo, e i primi footage trapelati mostrano una cura maniacale nella ricostruzione degli ambienti desertici, un dettaglio non da poco visto che l’ambientazione di Alabasta è da sempre uno degli ostacoli logistici più temuti dai fan dell’opera originale. L’appuntamento, per vedere tutto questo, è fissato al 2027.

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