A Udine, tra fischi e applausi per Maignan, il Milan travolge 4-0 l’Udinese
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Redazione Sport
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Non capita spesso che Sergio Conceiçao, allenatore navigato e poco incline alla retorica, si lasci sorprendere da un gesto della tifoseria. Eppure, i sostenitori dell’Udinese sono riusciti nell’impresa. Per novanta minuti, Mike Maignan è stato bersagliato dai fischi, un coro ostile che ha accompagnato ogni suo intervento fin dal riscaldamento. Poi, però, qualcosa è cambiato. Quando il portiere del Milan, scontrandosi violentemente con il compagno Ruben Jimenez, è rimasto a terra per due lunghi minuti prima di essere portato via in barella, il clima si è trasformato. Gli stessi che lo avevano insultato hanno applaudito, riconoscendo, al di là delle rivalità, la gravità del momento.
«A Udine hanno fischiato il giocatore e applaudito l’uomo, un gesto fantastico», ha commentato Conceiçao, sottolineando come lo sport, a volte, sappia andare oltre le divisioni. Quella che poteva sembrare una semplice partita di campionato ha così assunto un significato più profondo, anche se il risultato, per l’Udinese, è stato impietoso: un secco 4-0 che riaccende le speranze europee del Milan.
I rossoneri, reduci da un periodo opaco, hanno dominato sin dall’inizio, approfittando degli errori difensivi dei friulani. Rafael Leao ha aperto le marcature, seguito da Pavlovic, Theo Hernandez e Reijnders, autori di una prestazione convincente. Proprio quest’ultimo, nel primo tempo, aveva sfiorato il gol su un lancio di Pulisic, trovando però la risposta pronta di Okoye.
Conceiçao, da parte sua, ha spiegato le scelte tattiche che hanno reso il Milan più solido. «Abbiamo lavorato sulla difesa a tre durante la sosta», ha detto, «e i giocatori hanno sposato l’idea, sia in fase di possesso che senza palla». Un sistema che ha permesso a terzini come Theo Hernandez e Alessandro Florenzi di spingere in avanti senza lasciare scoperto il centrocampo. «Eravamo compatti, come volevamo», ha aggiunto, soddisfatto della risposta della squadra.




