Ducati e il caso del test privato: tra polemiche e misteri tecnici
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Redazione Sport
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Mentre la MotoGP è nel vivo della stagione asiatica, un caso nato mesi fa tra le colline di Misano continua a gettare un'ombra di ambiguità sull'operato della Ducati, che pure domina il mondiale con un'autorità incontrastata. La questione, che alcuni definirebbero un giallo tecnico, ruota attorno a quel test privato durante il quale Francesco Bagnaia, il campione del mondo in carica, avrebbe condotto la Desmosedici GP24 affidata a Franco Morbidelli.
La rivelazione di Uccio Salucci
A sollevare il velo su questa circostanza, presentandola non come una scelta autonoma del pilota ma come una precisa richiesta della casa madre, è stato Uccio Salucci, figura storica del paddock e responsabile del team VR46. La sua ricostruzione ha avuto l'effetto di un sasso lanciato in uno stagno tranquillo, rivelando dinamiche interne che la squadra ufficiale avrebbe forse preferito mantenere nel privato.
La replica a velate di Davide Tardozzi
La reazione di Borgo Panigale non si è fatta attendere, assumendo però i toni dell'allusione più che della smentita plateale. Davide Tardozzi, team manager della Ducati Lenovo, ha lanciato una frecciata generica ma velenosa, lasciando intendere che qualcuno, dall'altra parte del box, "parlava troppo". Un rimprovero indiretto che ha reso perfettamente l'idea di un clima non proprio sereno all'interno del vasto ecosistema Ducati.
Le conferme dei diretti interessati
A complicare ulteriormente la faccenda, e a dare sostanziale credito alla versione di Salucci, sono arrivate le conferme da parte degli interessati più diretti. Sia Franco Morbidelli che il suo caposquadra hanno infatti ribadito che lo scambio di moto in quel test fu deciso su iniziativa degli ingegneri di fabbrica. Questa mossa tecnica era dettata dalla necessità di raccogliere dati specifici sulle sensazioni di Bagnaia su una moto differente dalla sua.
Il cuore tecnico della questione
Al di là delle polemiche, resta un mistero tecnico di non poco conto. Il fulcro della disputa non è tanto chi abbia detto cosa, ma cosa effettivamente i tecnici stessero cercando di capire. Il confronto tra la GP24, una moto collaudata e vincente, e la nuova GP25, che sta mostrando un potenziale ancora tutto da esprimere, rappresenta il cuore della questione. Questa indagine comparativa suggerisce un laborioso lavoro di sviluppo in corso e forse qualche dubbio da sciogliere.




