Il baule di Sant'Angelo a Lecore: un cadavere in casa per anni, indaga la procura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un silenzio durato troppo tempo, quello di una famiglia ritiratasi in un mondo proprio all'interno di un terratetto a Sant'Angelo a Lecore, frazione di Campi Bisenzio nell'hinterland fiorentino, è stato spezzato venerdì mattina da una macabra scoperta. I vigili urbani, giunti sul luogo per un'ispezione dopo una segnalazione, si sono trovati di fronte a uno scenario che ha immediatamente assunto i contorni di un mistero dai toni cupi. All'interno dell'abitazione, che ospitava una donna anziana e altri due figli adulti, è stato rinvenuto il Corpo di un uomo di circa trent'anni, celato dentro un baule; una presenza, questa, che secondo le prime, agghiaccianti ipotesi investigative, sarebbe rimasta in quel luogo per un periodo lunghissimo, stimabile in mesi se non addirittura in un paio d'anni.

L'ispezione e il ritrovamento

La dinamica che ha portato alla luce il cadavere è scattata nel corso di un controllo di routine, un'attività di polizia amministrativa che ha però varcato il confine dell'ordinario trasformandosi in un intervento di polizia giudiziaria. I militari della municipale, una volta entrati nell'appartamento, si sono imbattuti in una situazione di evidente degrado, con l'anziana madre del deceduto in stato di denutrizione, circostanza che ha immediatamente allertato gli operatori e ampliato il perimetro dell'indagine. La ricerca all'interno dei locali ha quindi svelato l'orrore: la salma, ormai ridotta a scheletro, era riposta dentro una valigia rigida, abbandonata in una stanza della stessa casa dove continuavano a vivere i familiari.

Le prime indagini e l'ipotesi sul decesso

Sul caso ha immediatamente preso le redini dell'inchiesta il procuratore Lorenzo Boscagli, il quale ha disposto il sequestro della salma e dell'immobile, avviando gli indispensabili accertamenti medico-legali per stabilire con certezza epoca e cause del decesso. Gli investigatori, in questa fase preliminare, devono fare i conti con una mancanza totale di segnalazioni precedenti riguardo alla scomparsa dell'uomo, il quale, come confermato da alcuni vicini di casa, non veniva più visto uscire dall'abitazione da tempo immemorabile. Dai primissimi rilievi, peraltro, sembrerebbe potersi escludere che la morte sia sopraggiunta a seguito di atti violenti, un dato che, se confermato, aprirebbe scenari ancor più complessi da decifrare sotto il profilo psicologico e relazionale.

Il contesto familiare e le questioni irrisolte

Il nucleo familiare, descritto come "invisibile" e chiuso in un isolamento pressoché totale, diventa ora il centro di un'indagine che dovrà districare una matassa fatta di silenzi e di omissioni. Restano da chiarire, infatti, le ragioni per le quali il non sia stato denunciato né tantomeno sottoposto a sepoltura, restando invece a marcire nel luogo della vita quotidiana degli altri componenti della famiglia. Gli interrogatori dei due fratelli sopravvissuti e della madre, quest'ultima peraltro in condizioni fisiche e presumibilmente psichiche precarie, saranno cruciali per provare a ricostruire una verità che per anni è rimasta rinchiusa tra le mura di quell'appartamento, così come il cadavere nel suo baule.

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