Pioli e Pradè difendono la Fiorentina: polemica sul rigore al Milan

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La partita contro il Milan, persa nel recupero per due reti a uno, ha lasciato addosso alla Fiorentina un profondo senso d’amarezza, acuito dalla dinamica che ha portato al calcio di rigore decisivo per i padroni di casa. Stefano Pioli, al termine di un match nel quale la sua squadra aveva saputo tenere testa all’avversario, non ha usato mezzi termini per commentare l’episodio, ritenendo che la decisione arbitrale rappresenti un pericoloso precedente. L’allenatore viola, il cui atteggiamento in panchina è stato comunque improntato alla massima compostezza, ha sottolineato come certi fallimenti, se vengono puniti con estrema severità, finiscano per incoraggiare comportamenti antisportivi da parte dei calciatori, i quali sarebbero istigati a cercare il contatto e a simulare un’ingiustizia subita, esagerando le conseguenze di un tocco peraltro giudicato da molti di entità irrisoria.

La spiegazione tecnica di Pioli

“Non è rigore, non sono situazioni che fanno bene al gioco”, ha dichiarato Pioli in conferenza stampa, con una pacatezza che non nascondeva la fermezza delle sue convinzioni. Secondo il tecnico, che ha avuto modo di analizzare l’azione da diverse angolazioni, si sta assistendo a una deriva che va ben oltre i confini dell’area di rigore, dove ormai basta un minimo sollevare le braccia per vedere interrompersi l’azione su un fischio dell’arbitro. Questo clima, a suo avviso, non giova a nessuno e rischia di snaturare lo spettacolo, premiando chi è abile nel cadere piuttosto che chi cerca effettivamente di costruire il gioco. Le sue parole, che hanno il sapore di una riflessione maturata nel tempo e non di una semplice reazione dettata dalla delusione, suonano come un monito per tutto il movimento.

Il sostegno incondizionato di Daniele Pradè

A fare da coro, subito dopo, le dichiarazioni del direttore sportivo Daniele Pradè, il quale si è trasformato in un fiume in piena difendendo a spada tratta la figura del proprio allenatore. Pradè, che ha definito il rigore concesso al Milan come “scandaloso”, ha voluto porre l’accento sulla totale fiducia riposta in Pioli, indicandolo come l’unica persona in grado di guidare la squadra fuori da un momento non semplice. “Lo abbiamo scelto e voluto”, ha ribadito con forza, assumendosi in prima persona, e in modo esclusivo, la responsabilità delle operazioni di mercato, per le quali ha avuto a disposizione un budget superiore ai novanta milioni di euro. Una presa di responsabilità netta, la sua, che isola la figura dell’allenatore da qualsiasi polemica interna e scarica ogni eventuale critica sulla propria gestione.

La ricostruzione dell’episodio chiave

L’episodio discusso, che ha portato al momentaneo pareggio milanista, si è verificato a pochi minuti dalla fine, quando il giocatore della Fiorentina Gimenez, durante una mischia in area, è stato leggermente trattenuto da Ranieri. La reazione dell’attaccante, che si è lasciato andare al prato portandosi le mani al volto, è stata giudicata sufficiente dall’arbitro Marinelli, il quale, inizialmente non intervenuto, è stato richiamato alla revisione al Var da Abisso. Dopo una consultazione rapida, l’uomo in campo ha deciso di concedere il calcio di rigore, una decisione che ha ovviamente scatenato le proteste immediate e accalorate di tutti i giocatori viola, le quali sono poi proseguite negli spogliatoi e nelle dichiarazioni postume, alimentando un dibattito che va ben oltre l’esito di una singola partita.

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