Caso Esposito-Cagliari, Giuffredi all'attacco: "Denuncio Melis, si vergogni". E spunta il retroscena Giulini
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La vicenda che avvolge il futuro di Sebastiano Esposito e il Cagliari si è trasformata in un vero e proprio caso di cronaca sportiva, con toni che hanno ormai superato i confini della normale trattativa di calciomercato. Il procuratore del giocatore, Mario Giuffredi, ha rotto gli indugi e ha risposto con una bordata durissima alle recenti dichiarazioni del direttore generale rossoblù Stefano Melis, annunciando azioni legali e svelando retroscena inediti sul ruolo del presidente Tommaso Giulini.
L'agente, intervenuto ai microfoni di Sportitalia, ha infatti rivelato di aver già provveduto a denunciare il dirigente per diffamazione aggravata, scatenando una polemica che rischia di segnare definitivamente il rapporto tra l'attaccante classe 2002 e la società sarda.
La replica al dg Melis e l'accusa di "estorsione"
Il casus belli è rappresentato dalle parole pronunciate da Melis a margine della presentazione della squadra, quando il numero uno della dirigenza isolana aveva paragonato il comportamento del giocatore e del suo entourage a un tentativo di estorsione. «Siamo rimasti sorpresi e delusi dall'evoluzione di questa situazione – aveva dichiarato il dg – ci siamo ritrovati davanti a qualcosa di più simile a un tentativo di estorsione; il ragazzo, mal consigliato dal proprio agente, ha lasciato il ritiro nella notte».
Parole che hanno fatto immediatamente saltare la scintilla nella controparte. «Un dirigente di un club di Serie A che si permette di usare il termine estorsione, che è una parola che fa parte di ambienti criminali che a noi non appartengono perché viviamo nel mondo dello sport, dovrebbe vergognarsi» ha ribattuto a muso duro Giuffredi, il quale ha sottolineato come Melis non fosse mai stato presente ai tavoli delle trattative, sostenendo che i rapporti fossero stati gestiti esclusivamente con il direttore sportivo Accardi e lo stesso presidente.
Il retroscena Giulini: "Voleva vendere Esposito"
Ma la rivelazione più clamorosa è quella che coinvolge direttamente il numero uno del club. Secondo la ricostruzione fornita dall'agente, la rottura sarebbe stata architettata a tavolino. «Il 30 luglio avevo un appuntamento con Giulini, Accardi e Catte – ha raccontato Giuffredi – ma il 29 luglio alle 23.20 il presidente mi ha chiamato cercando di convincermi che avremmo dovuto far finta di litigare davanti ai due dirigenti, perché la sua intenzione era quella di vendere il giocatore a venti milioni e non voleva rinnovare».
L'agente ha quindi parlato di un "teatrino" pianificato per giustificare la cessione del calciatore, classe 2002 e con un contratto fino al 2030, senza che gli stessi dirigenti fossero al corrente delle reali intenzioni del patron. Di fronte a questa versione, Giuffredi ha chiesto a gran voce l'intervento della Lega e del presidente Malagò, definendo Melis "non meritevole di vivere in questo mondo" per aver usato un termine che istiga alla violenza.
Il nodo del rinnovo e la situazione contrattuale
Al centro di questa furiosa bufera ci sono naturalmente le ragioni economiche che hanno portato alla frattura. Il procuratore, nel difendere la posizione del suo assistito, ha spiegato che la richiesta di rivedere il contratto era legittimata dal cambio di status del giocatore. «Se per il Cagliari Sebastiano vale 20 milioni di euro, è normale che cambi anche il discorso economico» ha dichiarato Giuffredi, specificando che l'attaccante avrebbe anche rinunciato ad alcuni bonus pur di rimanere in Sardegna.
Secondo quanto emerso, le richieste dell'entourage si aggiravano intorno a 1.5-1.7 milioni a stagione, mentre la società avrebbe offerto un adeguamento fino a circa 1.2 milioni, cifra ritenuta non congrua rispetto al valore del calciatore.
«Avevamo chiesto al direttore sportivo Accardi e all'allenatore Pisacane un permesso di tre giorni per permettere al ragazzo di tranquillizzarsi a causa dello stress – ha aggiunto l'agente – mi sono ritrovato una PEC in cui si affermava di non aver autorizzato il calciatore, un comunicato falso dopo quanto concordato in maniera pacifica».
Il futuro: l'affondo del Como e l'Inter spettatrice
Con la rottura ormai insanabile, il futuro di Sebastiano Esposito si allontana sempre più dalla Sardegna e sembra destinato a scriversi altrove. Nel frattempo, il Como ha deciso di fare un serio tentativo per portare il talento classe 2002 in riva al Lago, anche per sostituire il partente Alvaro Morata.
La valutazione iniziale del Cagliari per il cartellino è fissata intorno ai 20 milioni di euro, ma il club lariano sta cercando di limare la distanza economica con una formula che preveda un conguaglio in denaro di circa 10 milioni più l'inserimento di contropartite tecniche, con i nomi di Dossena e Van der Brempt che iniziano a circolare come possibili pedine dello scambio. Un elemento che complica ulteriormente le trattative è la clausola che lega il giocatore all'Inter: i nerazzurri, che lo avevano ceduto ai sardi per 4.5 milioni, detengono infatti una percentuale del 40% sulla futura rivendita, e potrebbero incassare circa 8 milioni in caso di cessione all'offerta richiesta. Con il mercato che volge al termine e l'inizio del campionato sempre più vicino, la situazione appare destinata a risolversi nei prossimi giorni, ma gli strascichi giudiziari della battaglia legale tra Giuffredi e Melis promettono di tenere banco ancora a lungo.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
