Carlo Cracco apre l’agriturismo Vistamare nella campagna di Santarcangelo
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Redazione Interno
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Le campagne di Santarcangelo di Romagna, avvolte tra le dolci colline di Montalbano e lo sguardo che si perde all’orizzonte fino all’Adriatico, si preparano ad accogliere una novità che mescola l’alta cucina con la lentezza della vita rurale. È qui, in una tenuta di diciotto ettari – un tempo nota come Azienda agricola Ricciardella –, che Carlo Cracco e sua moglie Rosa Fanti hanno deciso di gettare il cuore oltre l’ostacolo imprenditoriale, trasformando un progetto agricolo nato nel 2019 in un vero e proprio agriturismo.
Se inizialmente l’obiettivo era rifornire i ristoranti del celebre chef con frutta, ortaggi e materie prime a chilometro zero, quella che era una semplice "dispensa a cielo aperto" è diventata col tempo un’azienda polifunzionale; oggi, tra vigne, uliveti e frutteti, si produce olio extravergine di oliva, confetture pregiate e vini biologici, la cui prima vendemmia risale ormai a qualche anno fa.
L’atteso passo dell’ospitalità
Dopo aver consolidato il marchio Vistamare nel settore vitivinicolo e delle conserve, per la coppia è giunto il momento di completare il mosaico con il tassello che mancava: l’accoglienza turistica. I lavori nella struttura, che sorgerà proprio all’interno della tenuta, sono ormai alle battute finali; sebbene non sia stata ancora comunicata una data ufficiale di apertura, non si esclude che le porte possano spalancarsi ai primi visitatori già nelle prossime settimane.
L’approccio scelto da Cracco e Fanti per questa nuova avventura sembra voler privilegiare l’intimità e l’esclusività, evitando la logica del turismo di massa. Gli ospiti, che potranno pernottare in un numero limitato di camere (si parla di quattro o cinque al massimo), troveranno una piscina immersa nel verde e un piccolo ristorante, pensato non solo per chi alloggia nella struttura, ma aperto anche a visitatori esterni desiderosi di assaporare la filosofia gastronomica della casa.
Dalla terra alla tavola, senza mediazioni
Non ci troviamo di fronte alla classica trattoria di campagna né, tantomeno, a un’ostentazione di stelle metropolitane; l’idea che muove questo progetto è piuttosto quella di un dialogo continuo e diretto tra l’orto, il vigneto e i fornelli. In cucina, a dare corpo a questa visione, dovrebbe esserci Mattia Mangolini, un membro storico della brigata di Cracco, che da anni conosce i ritmi e le aspettative del gruppo.
La proposta gastronomica sarà strettamente legata alle produzioni aziendali: ciliegie, pesche, cachi, ortaggi di stagione e l’olio extravergine diventeranno i protagonisti di un menù che punta tutto sulla filiera cortissima. La stessa Rosa Fanti ha recentemente ribadito come "l’ospitalità fosse un tassello importante" per dare piena espressione all’identità della tenuta, un luogo dove la buona cucina è il naturale riflesso del duro lavoro nei campi.
Un progetto radicato nel territorio romagnolo
Sebbene Cracco sia associato dal grande pubblico alla Galleria Vittorio Emanuele di Milano o alla giuria severa di programmi televisivi come MasterChef, la sua dimensione più intima e "agricola" si manifesta proprio in questa fetta di Romagna. E non è un caso, del resto, se la scelta del nome "Vistamare" evoca quel paesaggio che dall’entroterra corre fino alla Riviera, quasi a voler cucire un ideale ponte tra la tradizione contadina e la vocazione turistica della regione.
Per gli operatori locali, l’iniziativa rappresenta anche un’occasione di rilancio per un turismo che guarda alla qualità e alla bellezza dei borghi, in un momento in cui si cerca di valorizzare sinergie tra agriturismi, produttori artigianali e le eccellenze enogastronomiche del territorio. Con questo passo, lo chef vicentino dimostra come l’evoluzione di un business possa passare attraverso il rispetto dei ritmi della natura, restituendo dignità a quei sapori autentici che spesso i riflettori della televisione finiscono per oscurare.




