Intelligenza artificiale e lavoro: il 60% delle mansioni sarà trasformato
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Redazione Economia
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Il 60% delle professioni è esposto alle trasformazioni legate all’intelligenza artificiale, con effetti rilevanti anche nelle amministrazioni centrali e nelle attività amministrative. Il tema è stato al centro dell’incontro organizzato dalla Uil Fp Lombardia nell’aula magna del Palazzo di giustizia, dove dirigenti sindacali, esperti, ricercatori e giuristi hanno analizzato l’impatto dell’IA sul pubblico impiego e sui servizi rivolti ai cittadini.
Dal test dei nuovi strumenti alla trasformazione dei processi
La diffusione dell’intelligenza artificiale è ormai entrata in una fase diversa rispetto alla prima corsa agli strumenti digitali. Molte organizzazioni hanno introdotto chatbot, generatori di immagini e sistemi di automazione, ma la difficoltà principale riguarda il passaggio dalle sperimentazioni ai risultati concreti. Secondo Andrea Coli, ceo di Concentrix Italy, quasi nove aziende su dieci hanno adottato l’IA in qualche forma, ma il punto centrale è capire quanto questa tecnologia stia modificando realmente il modo di lavorare.
La nuova sfida riguarda l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi quotidiani, trasformandola da semplice applicazione tecnologica a elemento capace di incidere sulla produttività. Il dibattito non riguarda soltanto l’automazione delle attività, ma anche la capacità delle organizzazioni di collegare tecnologia, competenze e responsabilità. Coli ha sottolineato che il valore nasce dall’equilibrio tra persone e sistemi digitali, con l’obiettivo di ottenere risultati misurabili e non soltanto sperimentazioni.
Pubblica amministrazione e nuove competenze richieste dall’IA
Il settore pubblico è tra gli ambiti chiamati a confrontarsi maggiormente con il cambiamento. Le amministrazioni centrali e le funzioni amministrative possono essere interessate da una revisione delle modalità operative, con la necessità di accompagnare l’introduzione degli strumenti di IA con nuove competenze professionali. La trasformazione riguarda infatti non solo gli strumenti utilizzati, ma anche il modo in cui vengono organizzati i flussi di lavoro e gestite le attività.
Durante l’incontro della Uil Fp Lombardia è emerso il ruolo della formazione e della preparazione dei lavoratori nella gestione della nuova tecnologia. L’intelligenza artificiale richiede figure capaci di controllare i sistemi, valutarne i risultati e inserirli correttamente nei processi esistenti. La questione centrale diventa quindi il rapporto tra innovazione tecnologica e capacità umane, soprattutto nei settori dove giudizio, relazione e gestione delle eccezioni restano elementi essenziali.
Il confronto sul futuro dell’occupazione e il ruolo dell’IA
Il timore che l’intelligenza artificiale possa sostituire una parte consistente dei posti di lavoro è uno dei temi più discussi. Mustafa Suleyman, amministratore delegato di Microsoft AI, ha evidenziato una distinzione tra singoli compiti e lavoro nel suo complesso, sostenendo che gli effetti della tecnologia vadano valutati considerando come cambiano le attività quotidiane e non soltanto il numero di ruoli eliminati.
La prospettiva indicata dagli esperti è quella di una collaborazione crescente tra lavoratori e sistemi intelligenti. L’IA può assumere compiti ripetitivi e fornire supporto nelle decisioni, mentre alle persone rimangono funzioni legate alla valutazione, alla creatività e alla gestione delle situazioni più complesse. La trasformazione del lavoro dipenderà quindi dalla capacità delle organizzazioni di riprogettare i modelli operativi e sviluppare competenze adeguate.
Un ulteriore elemento riguarda l’evoluzione verso l’Agentic AI, una generazione di sistemi progettati per svolgere attività con livelli crescenti di autonomia. In questo scenario aumenta l’importanza della supervisione umana, della governance e della qualità dei dati utilizzati dai sistemi. Le aziende saranno chiamate a definire nuovi equilibri tra strumenti digitali e lavoratori, con un ruolo crescente per chi saprà coordinare processi composti da persone e agenti intelligenti.
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