Matt Shakman racconta "I Fantastici 4: gli inizi", tra famiglia e supereroi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Dopo oltre un decennio dall’esordio con Cut Bank - Crimine chiama Crimine, commedia dark che omaggiava lo stile dei fratelli Coen, Matt Shakman torna alla regia con I Fantastici 4: gli inizi, film che segna il suo approdo definitivo al blockbuster. Nonostante la lunga attesa, il percorso del regista – già autore di 49 episodi della cult It’s Always Sunny in Philadelphia – dimostra una coerenza sorprendente, culminata con Wandavision, serie che ha aperto l’universo seriale della Marvel con inventiva e atmosfere ricercate.
«Incredibilmente umani, incredibilmente fantastici», ha commentato Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, descrivendo il tono del film. La pellicola, distribuita da Walt Disney, ruota attorno a un dualismo apparente: la famiglia e la salvezza del mondo, due elementi che, come sottolinea lo stesso Shakman, finiscono per sovrapporsi. «Il nucleo dei Fantastici Quattro è proprio questo – spiega il regista –, un gruppo di persone legate da affetti profondi, costrette a confrontarsi con responsabilità cosmiche».
Intanto, si scopre che la scena post-credits è stata affidata ai fratelli Russo, già registi di Avengers: Endgame. Una scelta non casuale, considerando che I Fantastici 4: gli inizi rappresenta il primo capitolo della Fase 6 del Marvel Cinematic Universe e getterà le basi per Avengers: Doomsday. Le speculazioni sul contenuto delle scene aggiuntive, come sempre accade con i film Marvel, hanno già invaso i forum online, alimentando teorie che spaziano dall’introduzione di nuovi villain a possibili crossover con altri eroi.
Quel che è certo è che Shakman, pur misurandosi con un progetto colossale, non ha rinunciato a imprimere una cifra personale alla pellicola. «Volevo che emergesse l’umanità di questi personaggi – racconta –, prima ancora dei loro poteri». Un approccio che, se da un lato richiama la tradizione dei fumetti originali, dall’altro sembra voler distinguersi dallo stile più spettacolare e meno introspettivo di altri film del MCU




