Incidente in A1 a Barberino del Mugello, la grandine fa sbandare l’auto: muore Fabio Bagnoli, l’ex pilota di Formula 3
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Redazione Interno
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Poteva essere una notte come tante, quella del 26 marzo, per chi percorreva il tratto appenninico dell’Autostrada del Sole; ma l’improvvisa violenza del maltempo – una grandinata fitta che ha imbiancato l’asfalto in pochi minuti – ha trasformato il viaggio in una trappola mortale. È accaduto poco dopo la mezzanotte, nel territorio di Barberino del Mugello, al chilometro 258 della carreggiata sud, dove un’automobile con due persone a bordo ha perso il controllo all’uscita di una galleria. Stando a una prima ricostruzione, condivisa dagli inquirenti e dai vigili del fuoco intervenuti sul posto, il veicolo sarebbe finito contro un mezzo pesante fermo in un’isola di sosta per poi, come in una spettrale carambola, tornare al centro della carreggiata, dove è stato violentemente urtato da altri due camion in transito.
La dinamica dello schianto e l’intervento dei soccorsi
La sequenza dell’impatto, ricostruita in via preliminare, racconta di un evento fulmineo e devastante. L’auto, sbandata a causa dell’acqua e del ghiaccio misto alla grandine, ha compiuto un percorso erratico che l’ha portata a scontrarsi dapprima con un tir fermo e poi a finire sotto i successivi mezzi pesanti. Sul posto, tra le lamiere accartocciate, sono giunti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco del comando di Firenze, distaccamento di Barberino di Mugello, che hanno lavorato per estrarre i due occupanti dall’abitacolo. Per il conducente, un uomo di 48 anni originario di Vinci, non c’è stato nulla da fare: il medico intervenuto ha potuto solo constatare il decesso. Il passeggero, invece, è stato stabilizzato e trasportato d’urgenza in un ospedale del capoluogo toscano, dove è stato ricoverato per le ferite riportate.
Fabio Bagnoli, una vita tra i motori e l’organizzazione sportiva
La vittima di questo tragico schianto si chiamava Fabio Bagnoli, nome conosciuto nell’ambiente dell’automobilismo non solo toscano. Bagnoli, che aveva 48 anni, era stato un pilota professionista tra il 1996 e il 2009, arrivando a gareggiare persino nei campionati di Formula 3. Lasciata la guida, era rimasto nel mondo delle corse: socio e collaboratore di una scuderia di San Miniato, era diventato un instancabile organizzatore, ricoprendo il ruolo di presidente della Vinci Sport Asd. Tra le sue attività più note, la promozione della Coppa Romagna Slalom, un campionato automobilistico di rilievo nel panorama nazionale. Il suo nome, e la sua passione per il motorsport, erano un punto di riferimento per gli appassionati, tanto che alla notizia della sua scomparsa non sono mancati messaggi di cordoglio – tra questi, quello del sindaco di Borgo Tossignano – che ne hanno ricordato l’entusiasmo e la dedizione profusi in ogni iniziativa sportiva.
Le condizioni meteo e le conseguenze sulla viabilità
A complicare la marcia dei veicoli, rendendo insidioso il tratto appenninico della A1, era stata una forte perturbazione che nella notte tra mercoledì e giovedì ha portato non solo grandine, ma anche neve in quota e forti raffiche di vento. L’allerta gialla emessa per la giornata del 26 marzo segnalava proprio il rischio di precipitazioni intense e l’abbassamento delle temperature in tutto il comprensorio, condizioni che avevano già richiesto diversi interventi dei vigili del fuoco per alberi caduti e rami pericolanti nelle strade provinciali limitrofe. In autostrada, le operazioni di soccorso e i rilievi per la ricostruzione della dinamica hanno imposto la chiusura temporanea del tratto di competenza, creando inevitabili ripercussioni sulla circolazione e costringendo gli automobilisti a deviazioni.
Gli accertamenti in corso sulla sequenza degli impatti
Le indagini, condotte dagli organi competenti e coordinate dalla Procura, si concentrano ora sulla ricostruzione precisa della sequenza degli impatti e sul ruolo giocato dalla posizione dei mezzi pesanti coinvolti. Gli investigatori stanno analizzando le condizioni dell’asfalto nel momento della grandinata e cercando di stabilire con esattezza se l’auto, dopo aver urtato il primo camion nell’area di sosta, abbia tentato una manovra di rientro nella corsia di marcia prima di essere travolta dagli altri due tir. Le verifiche tecniche, come spesso accade in casi simili, sono essenziali per chiarire eventuali responsabilità e delineare con precisione gli ultimi istanti prima del tragico schianto che ha tolto la vita al 48enne, lasciando intanto un profondo vuoto nel mondo delle competizioni automobilistiche e nella comunità che lo aveva seguito negli anni della sua carriera.




