Avatar: Fuoco e Cenere domina il botteghino pre-natalizio, Norimberga convince
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il botteghino della settimana che precede il Natale viene illuminato, come spesso accade, da un kolossal destinato a polarizzare l’attenzione e a trainare l’intero mercato. Quest’anno il compito spetta ad Avatar: Fuoco e Cenere, terzo capitolo della monumentale saga fantascientifica di James Cameron, che si piazza direttamente al vertice della classifica italiana. I dati Cinetel, del resto, non lasciano adito a interpretazioni: il film ha incassato 5.916.823 euro nel suo weekend di debutto, un dato che, se esteso includendo le proiezioni in anteprima, porta il totale a superare la ragguardevole soglia dei 7 milioni di euro. Un esordio massiccio, ottenuto con una distribuzione in 551 sale, che consacra la pellicola come il fenomeno del momento, malgrado una lieve flessione se paragonata all’exploit del precedente episodio, La via dell’Acqua.
La sfida della durata e l'evoluzione del mondo di Pandora
Cameron, il quale non ha mai fatto mistero delle sue ambizioni titaniche, propone questa volta un’opera dalla durata record: i 197 minuti di proiezione superano infatti sia quelli del primo film, sia – seppur di poco – quelli del secondo capitolo. Una scelta che, al di là del puro dato quantitativo, si lega a doppio filo con la complessa costruzione dell’universo narrativo. La storia, che prosegue le vicende della famiglia Sully sul pianeta Pandora, introduce nuove creature e approfondisce il rapporto simbiotico tra i Na’vi e l’ecosistema che li circonda. La genesi di questi elementi, come Medusoid, nasce dalle idee visionarie del regista e viene poi sviluppata da team di artisti e tecnologi, in un processo creativo che mira a bilanciare immaginazione e una certa verosimiglianza biologica.
Il cinema storico tiene banco con l'opera su Norimberga
Accanto al trionfo del fantasy, un altro genere classico trova un riscontro più che positivo presso il pubblico italiano. Si tratta del film storico Norimberga, con Russell Crowe, che conquista un ottimo secondo posto nella classifica degli incassi. La pellicola, ambientata nel contesto dei processi ai crimini nazisti del secondo dopoguerra, dimostra come l’interesse per una ricostruzione drammatica e solida di eventi cruciali del Novecento rimanga vivo, offrendo un’alternativa di peso alla dominante offerta di intrattenimento spettacolare. Più indietro, ma comunque presente nella top five, si posiziona invece l’ultimo lavoro del regista Jim Jarmusch, vincitore del Leone d’Oro a Venezia, a testimonianza di un mercato che, nel periodo festivo, mostra una certa varietà di proposte.
La tenuta del 3D e il panorama del box office
Il successo di Avatar: Fuoco e Cenere riaccende i riflettori anche sulla questione della tecnologia tridimensionale, di cui Cameron è stato il principale alfieri negli anni passati. La scelta di mantenere l’esperienza 3D come cardine della visione, nonostante il calo di interesse generale per questo formato, appare come una scommessa vinta, almeno in termini di botteghino. Il risultato complessivo della settimana, trainato da questi due titoli, dipinge un quadro dinamico per l’industria cinematografica nazionale, la quale, in una fase delicata, continua a trovare nelle grandi produzioni e nelle opere a tema storico dei validi motori per attirare gli spettatori nelle sale.




