Iran, video contro Barron Trump: presunta taglia da 10 milioni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La televisione di Stato iraniana ha trasmesso un video contro Barron Trump, il figlio ventenne del presidente americano Donald Trump, sostenendo di seguirne gli spostamenti e facendo riferimento a una presunta taglia da 10 milioni di dollari, pari a 8,5 milioni di euro. Il filmato, della durata di circa tre minuti, è stato diffuso anche da media legati ai Guardiani della Rivoluzione ed è andato in onda sul Canale 3 della tv di Stato iraniana. Le immagini contengono minacce dirette al giovane e mostrano elementi relativi ai luoghi da lui frequentati e alla sua protezione, mentre compare anche la frase “aspettaci”.

Il video su Barron Trump mostra università, scorta e spostamenti

Il programma trasmesso dalla televisione iraniana porta un titolo che fa esplicito riferimento all’uccisione di Barron Trump. Nel filmato vengono mostrate immagini della New YorkYork University, indicata come l’università frequentata dal figlio ventenne del presidente degli Stati Uniti, insieme a informazioni sui veicoli della scorta e sulla disposizione degli agenti dei servizi segreti. La trasmissione sostiene inoltre che gli spostamenti del giovane sarebbero “completamente monitorati”, presentando quindi una serie di elementi riferiti alla sua routine e al dispositivo predisposto per la sua sicurezza. Il contenuto non si limita a una minaccia generica, ma concentra l’attenzione proprio sui movimenti e sulla protezione del figlio di Donald Trump.

Nel materiale diffuso dai media statali iraniani compare anche il riferimento a una presunta ricompensa da 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump. Secondo quanto riportato nell’input, la notizia della taglia sarebbe circolata anche attraverso il New York Post, mentre la televisione di Stato iraniana avrebbe accompagnato le minacce con indicazioni pratiche e logistiche. Il filmato costruisce così il proprio messaggio attorno a immagini, luoghi e dettagli legati alla sicurezza del ventenne. La presenza di riferimenti alla sua università, ai mezzi utilizzati per la scorta e agli agenti incaricati della protezione rende il contenuto trasmesso particolarmente esplicito nella formulazione della minaccia.

I servizi segreti Usa sono a conoscenza del filmato iraniano

Un portavoce del governo americano ha dichiarato che i servizi segreti statunitensi sono a conoscenza del video trasmesso dalla televisione di Stato iraniana e del contenuto relativo a un possibile complotto per assassinare il figlio minore del presidente Donald Trump. La posizione espressa dalle autorità americane riguarda direttamente il materiale mandato in onda in Iran e le minacce contenute nel filmato. I servizi segreti, secondo la dichiarazione riportata, indagano su qualsiasi elemento possa essere percepito come una minaccia nei confronti delle persone affidate alla loro protezione, includendo quindi anche il video rivolto a Barron Trump.

La diffusione del filmato avviene inoltre in un contesto in cui le minacce riportate non riguardano soltanto la famiglia del presidente americano. Nello stesso materiale fornito viene riferito che Benjamin Netanyahu ha dichiarato in serata che l’Iran avrebbe tentato di uccidere uno dei suoi figli. Il riferimento si affianca alle immagini trasmesse contro Barron Trump e alla presenza di contenuti che chiamano in causa direttamente i figli di Donald Trump e Netanyahu. Nel caso del ventenne americano, tuttavia, il video mette al centro informazioni specifiche sulla sua presenza alla New York University, sui veicoli di scorta e sugli agenti dei servizi segreti incaricati di proteggerlo.

Le minacce della tv iraniana e il riferimento alla presunta taglia

Il punto centrale del filmato resta la combinazione tra minacce esplicite, monitoraggio dichiarato degli spostamenti e riferimento alla presunta taglia da 10 milioni di dollari. Le immagini trasmesse sul Canale 3 della televisione di Stato iraniana indicano luoghi e aspetti della sicurezza di Barron Trump, mentre il messaggio “aspettaci” rafforza il tono rivolto direttamente al figlio del presidente degli Stati Uniti. La trasmissione presenta quindi il giovane non soltanto come destinatario di un messaggio ostile, ma come persona i cui movimenti sarebbero osservati e conosciuti, secondo quanto affermato nello stesso programma diffuso dai media iraniani.

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