L’Inter contro il Psg, una finale che riaccende rivalità e ambizioni
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Redazione Sport
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Da quando, nel 2011, il Qatar ha rilevato il Paris Saint Germain, trasformandolo in una potenza del calcio europeo, la squadra parigina ha dominato la Ligue 1 in undici occasioni su quattordici. Solo tre volte il titolo è sfuggito al controllo del club: nel 2012, quando il Montpellier di un giovane Olivier Giroud sorprese tutti; nel 2017, con il Monaco di Mbappé, Falcao e Bernardo Silva a spezzare il dominio; e nel 2021, quando il Lille di Galtier e Maignan riuscì nell’impresa. Ora, però, la posta in gioco è più alta: la Champions League, trofeo che il Psg non ha mai sollevato nonostante gli investimenti stellari.
Domani sera, all’Allianz Arena di Monaco, l’Inter cercherà di ostacolare il sogno parigino. La finale, che riunisce due tradizioni calcistiche e due culture spesso rivali, è carica di significati. Non solo per i tifosi, ma anche per giocatori come Achraf Hakimi, che ha vestito entrambe le maglie. "Non dimenticherò mai l’Inter e lo Scudetto vinto con Conte", ha detto il marocchino a France 2, "ma ora sono qui per vincere con il Psg". Nella sua unica stagione a Milano, Hakimi fu decisivo con sette gol e undici assist, dimostrando già allora il suo potenziale.
Intanto, Parigi si prepara a una notte di tensione. Le autorità francesi hanno annunciato lo schieramento di 5.400 agenti tra poliziotti e gendarmi, un numero senza precedenti per una partita giocata all’estero. "Il dispiegamento è enorme, molto più ampio rispetto alla semifinale", ha spiegato Laurent Nuñez, capo della polizia cittadina, al Parisien. Un’operazione che riflette le preoccupazioni per possibili disordini, in una città dove il tifo per il Psg può facilmente sfociare in eccessi.




