De Zerbi al Tottenham, l’accoglienza dei tifosi è già una protesta: “Non lo vogliamo”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La notizia dell’accordo quinquennale tra Roberto De Zerbi e il Tottenham Hotspur, ufficializzata dopo settimane di trattative serrate, avrebbe dovuto rappresentare per il club londinese il punto di svolta per un progetto tecnico ambizioso. Invece, nelle ore immediatamente successive all’annuncio, a prevalere non è stato il clima dell’investitura bensì quello, ben più complesso, del dissenso organizzato. Gruppi strutturati di sostenitori degli Spurs hanno infatti alzato la voce, manifestando un netto scetticismo verso la scelta della società: una contestazione che, con ogni evidenza, non affonda le radici in valutazioni tattiche o nella carriera recente del tecnico bresciano, bensì in alcune dichiarazioni pregresse – quelle risalenti al periodo in cui De Zerbi sedeva sulla panchina dell’Olympique Marsiglia – sul controverso caso che ha coinvolto Mason Greenwood.

Il peso di un’affermazione passata nel caso Greenwood

La protesta si è concentrata, nello specifico, su un episodio che ha segnato profondamente il dibattito etico e sportivo in Inghilterra e in Europa. De Zerbi, ai tempi del suo incarico in Francia, aveva espresso pubblicamente un giudizio su Greenwood, il giovane attaccante inglese che, seppur non condannato, era stato sottoposto a un procedimento penale per reati di natura grave, tra cui il tentato stupro. Le parole del tecnico italiano – che definiva il calciatore un “bravo ragazzo” sostenendo che avesse “pagato a caro prezzo” per le conseguenze della vicenda – sono ora tornate prepotentemente alla ribalta, trasformandosi nel principale argomento di chi ritiene inaccettabile l’arrivo dell’allenatore a Londra. Una frattura, quella tra una parte del tifo e il nuovo corso della squadra, che si preannuncia profonda, data la sensibilità storica del movimento dei supporter inglesi verso tematiche di responsabilità sociale e condotta personale.

Lo staff tecnico e il tentativo di convincere Nesta

Mentre le polemiche prendono al di fuori dei confini del centro sportivo, De Zerbi è già immerso nel lavoro organizzativo per comporre il proprio staff. Secondo quanto emerso, l’ex tecnico di Brighton e Marsiglia sta provando a stringere un’intesa con Alessandro Nesta, attualmente libero dopo la separazione dal Monza avvenuta nel giugno 2025. L’obiettivo, per il nuovo allenatore del Tottenham, sarebbe quello di portare nella sua squadra di lavoro l’ex difensore della Lazio e del Milan, affidandogli un ruolo da assistente. Un’operazione che, sul piano prettamente professionale, mira a consolidare il comparto difensivo con una figura di spessore internazionale, ma che rischia di passare in secondo piano rispetto al clima di tensione che sta avvolgendo la sua nomina.

Un contratto da top player per una salvezza da gestire

L’investimento del Tottenham su De Zerbi è del resto di quelli che non lasciano spazio a mezze misure. L’accordo siglato prevede un contratto quinquennale – una durata che sottolinea la volontà di progettualità a lungo termine – accompagnato da un ingaggio di circa 12 milioni di sterline annui (pari a circa 14 milioni di euro). Un’iniezione economica che colloca il tecnico italiano nell’élite salariale della Premier League, ma che impone anche un mandato immediato e pressante: salvare il club dalla retrocessione, l’urgenza primaria di questa fase, per poi provare a gettare le fondamenta di un nuovo ciclo a partire dalla prossima stagione. Il paradosso, per De Zerbi, è che l’inizio di questa avventura sia segnato non dalla difficoltà del campo, ma da una protesta pregressa, alimentata da dichiarazioni su cui ora i tifosi gli chiedono conto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.