Gli editori italiani denunciano all'Agcom l'AI di Google

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La Federazione italiana editori giornali ha formalmente sollecitato l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella sua veste di Coordinatore nazionale dei Servizi Digitali, ad avviare un'istruttoria affinché la Commissione europea intervenga sul servizio "AI Overviews" di Google. Secondo la Fieg, che rappresenta una parte significativa dell'editoria nazionale, questo strumento, il quale fornisce risposte sintetiche generate dall'intelligenza artificiale in cima ai risultati di ricerca, lederebbe in maniera sostanziale gli interessi giuridici protetti dall'articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Tali interessi, è bene ricordarlo, includono espressamente la libertà di informazione e di espressione, con tutto ciò che ne consegue in termini di pluralismo dei media, un pilastro delle società democratiche.

La violazione del Digital Services Act

La contestazione principale mossa dagli editori, i quali vedono in questa innovazione tecnologica una minaccia concreta al loro modello di business, si fonda sulla presunta violazione di alcune disposizioni cardine del Digital Services Act. Il regolamento europeo, che mira a creare un ambiente digitale più sicuro e equo, sarebbe stato eluso dall'introduzione del servizio, con effetti potenzialmente pregiudizievoli non solo per le testate giornalistiche ma anche per gli utenti e i consumatori italiani. L'accusa è quella di aver creato uno strumento che, di fatto, sottrae visibilità ai siti di informazione originali, deviando quel flusso di traffico web che ne costituisce il principale sostentamento economico.

Una strategia coordinata a livello europeo

L'azione intrapresa in Italia non è un caso isolato, bensì si inserisce in un contesto di opposizione più ampio che coinvolge diverse nazioni dell'Unione. Analoga iniziativa, promossa dall'ENPA, è già in corso presso i Coordinatori dei Servizi Digitali di altri Stati membri, con l'obiettivo comune e condiviso di spingere la Commissione Europea ad aprire un procedimento formale ai sensi della normativa DSA. Si tratta di una manovra coordinata, la quale dimostra una preoccupazione trasversale nel settore dell'editoria per gli sviluppi dell'intelligenza artificiale applicata ai motori di ricerca.

Il dibattito sull'anima dei contenuti online

Le preoccupazioni degli editori sembrano trovare un'eco, sebbene da un punto di vista differente, nelle recenti dichiarazioni di una figura di spicco dell'imprenditoria digitale. Alexis Ohanian, cofondatore di Reddit, ha espresso una critica severa verso la proliferazione di contenuti generati da sistemi di intelligenza artificiale, definendoli, in un'intervista, "senz'anima". Questa osservazione, sebbene non direttamente collegata alla disputa legale, tocca un nervo scoperto del dibattito contemporaneo: il rischio che l'automazione, sebbene efficiente, possa appiattire la ricchezza e l'autenticità dell'informazione online, privandola di quel contributo umano che ne costituisce il valore intrinseco.

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