Borsa di Milano chiude debole, tra attesa per la Fed e tonfo Ferrari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le piazze finanziarie europee, nonostante qualche segnale positivo isolato, hanno archiviato una seduta sostanzialmente fiacca, in un clima di generale attesa per le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve statunitense. Il listino di Piazza Affari, nello specifico, ha chiuso in territorio negativo, seppur di poco, allineandosi così al tonfo complessivo di un mercato che, in assenza di spinte decisive, ha preferito la cautela. Il baricentro degli scambi, come spesso accade in queste fasi, è stato infatti tarato sulle possibili mosse della banca centrale d'oltreoceano, la cui riunione è considerata l'evento cardine della settimana. I trader, pur dando ormai per scontato un taglio dei tassi d'interesse di 25 punti base, devono fare i conti con le divisioni interne al board della Fed, che appaiono più marcate del solito e rendono dunque più complicato immaginare il percorso successivo, gettando un'ombra di incertezza sulle prospettive per il prossimo anno.

Il focus sui tassi e le tensioni geopolitiche

L'attenzione degli investitori, oltre che sulle dichiarazioni che seguiranno l'annuncio sui tassi, è rimasta focalizzata anche sul delicato contesto geopolitico, con particolare riguardo al conflitto tra Russia e Ucraina, le cui evoluzioni continuano a rappresentare un fattore di instabilità per gli equilibri economici globali. Questa combinazione di elementi ha prodotto una chiusura a mosaico per le principali borse del Vecchio Continente: se Londra e Madrid hanno infatti registrato lievi rialzi, Parigi e Francoforte hanno invece concluso in calo, riflettendo una prudenza diffusa. Lo spread tra i titoli di Stato italiani e i bund tedeschi, indicatore sensibile della percezione del rischio, è rimasto sostanzialmente stabile, chiudendo la giornata a 69 punti base, mentre il rendimento del Btp decennale si è attestato al 3,54%.

Piazza Affari e il crollo del cavallino rampante

All'interno del quadro generale poco brillante, a Piazza Affari si è distinto in negativo il titolo Ferrari, il cui crollo ha attirato l'attenzione di molti operatori. Il valore del cavallino rampante, infatti, ha subito un pesante deprezzamento, scivolando con una perdita che ha superato il quattro per cento. Il movimento è stato innescato dalla decisione della società di analisi Oddo Bhf di tagliare il giudizio sul titolo, portandolo da "outperform" a "neutral", una revisione che il mercato ha evidentemente recepito con forza. La correzione del titolo, tra i più rappresentativi del listino milanese, ha contribuito in modo significativo a pesare sull'indice FTSE Mib, limitandone le eventuali possibilità di recupero durante la seduta.

Il tonfo del settore tech e le altre performance

Altro elemento di nervosismo per i listini, sebbene in misura minore rispetto alla vigilanza sulla Fed, è giunto dalle attese sui conti trimestrali di Oracle, società considerata un osservato speciale per valutare la tenuta del comparto tecnologico, dopo una lunga fase di rialzi che molti analisti considerano ormai "a bolla". Sul mercato italiano, oltre al tonfo di Ferrari, la seduta ha registrato performance negative anche per altri big del listino principale, come Inwit, Recordati e Leonardo, che hanno chiuso tutti in calo, accentuando il clima di debolezza. Questi movimenti, nel loro insieme, hanno delineato un quadro dove la ricerca di direzione è apparsa prioritaria rispetto alla voglia di assumersi rischi, in attesa che la Federal Reserve, con il presidente Trump alla Casa Bianca, fornisca gli agognati chiarimenti sulla road map monetaria.

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