Swift Boost: missione NASA per salvare il telescopio Swift
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La missione Swift Boost è stata lanciata con successo alle 10:36 italiane del 4 luglio 2026 dall’atollo di Kwajalein, nelle Isole Marshall, segnando un passaggio decisivo nel tentativo della NASA di salvare il telescopio Swift. Dopo oltre vent’anni di attività scientifica dedicata allo studio dei lampi gamma e dei fenomeni ad alta energia dell’universo, l’osservatorio si trova infatti in una condizione critica, con il rischio di rientro incontrollato verso l’atmosfera terrestre. Il lancio del veicolo robotico Link, sviluppato da Katalyst Space Technologies, rappresenta il primo passo di una missione concepita per raggiungere il satellite e tentare di riportarlo su un’orbita più stabile e alta, prolungandone la vita operativa.
Rinvii e problemi tecnici prima del lancio
Prima del decollo, la missione Swift Boost ha attraversato una fase di attesa segnata da diversi rinvii. Il lancio era già stato posticipato per due giorni consecutivi a causa delle condizioni meteo, mentre un ulteriore imprevisto aveva bloccato la partenza del “carro attrezzi” spaziale Link. Un problema tecnico in volo aveva infatti impedito il corretto dispiegamento del razzo, fermando temporaneamente l’intera operazione e mettendo in pausa il tentativo di raggiungere il telescopio Swift della NASA. La sequenza di rinvii ha evidenziato la complessità delle operazioni legate alla missione, che punta a sperimentare per la prima volta un intervento di manutenzione orbitale automatica su un osservatorio scientifico in attività da oltre due decenni.
Nonostante gli ostacoli iniziali, il progetto è rimasto centrato sull’obiettivo di intervenire su un satellite in fase di decadimento orbitale. Il telescopio Swift, considerato fondamentale per lo studio dei lampi gamma e dei fenomeni cosmici più energetici, si trova in una traiettoria che lo avvicina progressivamente alla Terra. La missione Swift Boost nasce proprio per contrastare questo processo, attraverso un sistema robotico in grado di agganciare l’osservatorio e modificarne l’orbita. Il rinvio del lancio ha quindi rappresentato una fase delicata, in cui le condizioni tecniche e ambientali hanno inciso direttamente sulla pianificazione dell’intervento spaziale.
Come funziona il veicolo robotico Link
Il cuore operativo della missione Swift Boost è il satellite robotico Link, sviluppato da Katalyst Space Technologies per eseguire un’operazione di aggancio e rimodellamento orbitale. Il veicolo è stato lanciato a bordo di un razzo Pegasus XL di Northrop Grumman, rilasciato in volo dall’aereo Stargazer, un L-1011 modificato utilizzato come piattaforma di lancio. Questa configurazione consente al sistema di raggiungere lo spazio in modo flessibile, riducendo alcune delle limitazioni dei lanci tradizionali da terra e permettendo una maggiore adattabilità alle condizioni operative.
Una volta in orbita, Link ha il compito di avvicinarsi allo Swift Observatory, agganciarlo e contribuire a riportarlo su una traiettoria più stabile. L’obiettivo è evitare il rientro incontrollato del telescopio nell’atmosfera terrestre, preservando così uno strumento che ha fornito per più di vent’anni dati cruciali sulla fisica dei lampi gamma. La missione rappresenta un passaggio sperimentale per la NASA, che punta a testare per la prima volta una manutenzione orbitale automatizzata su un satellite scientifico ancora operativo, aprendo una nuova fase nella gestione delle infrastrutture spaziali esistenti.
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