Esenzioni Pos per mostre e spettacoli, il fisco chiarisce i nuovi obblighi
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Redazione Economia
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L'Agenzia delle Entrate, attraverso il provvedimento Prot. n. 424470 dello scorso 31 ottobre, ha dettagliato le modalità tecniche per l'integrazione, obbligatoria a partire dal primo gennaio 2026, tra i dispositivi per i pagamenti elettronici e i registratori di cassa. Questo adempimento, che si inserisce nel solco della legge 207 del 2024, mira a creare una connessione diretta e ininterrotta tra la fase di registrazione fiscale dei corrispettivi e quella dell'incasso, garantendo una tracciabilità pressoché assoluta delle operazioni.
Le eccezioni per il mondo dello spettacolo e delle mostre
Una delle disposizioni più significative, che rappresenta una deroga all'obbligo generale, esenta dall'integrazione i soggetti che esercitano attività spettacolistiche, nonché quelle ad esse assimilate come l'organizzazione di mostre ed esposizioni. Costoro, nonostante la nuova normativa, potranno continuare a utilizzare i Pos in maniera disgiunta dagli strumenti di certificazione dei corrispettivi, senza dover realizzare il collegamento fisico e informatico tra i due apparati.
Il caso specifico delle associazioni no profit
Un ulteriore e distinto chiarimento, giunto con la risposta ad interpello n. 298/E del 27 novembre, ha poi circoscritto il perimetro dell'obbligo per le realtà del terzo settore. Le associazioni no profit, infatti, qualora organizzino eventi riconducibili a quanto previsto dalla Tabella C del D.P.R. n. 633 del 1972, restano anch'esse escluse dal vincolo di integrazione. Ne consegue che, per esse, l'avvio del nuovo anno non comporterà alcun adeguamento in tal senso, potendo operare con i sistemi attuali.
Attenzione alle fusioni e alla loro datazione
In un ambito completamente differente, quello delle operazioni straordinarie di società, il fisco ha richiamato l'attenzione sulle delicate questioni legate alla datazione degli atti di fusione. È stato specificato che le fusioni non possono essere retrodatate o postdatate quando, da tali scelte, derivino effetti significativi sugli adempimenti fiscali, come la determinazione del reddito o la gestione dei versamenti. Una retrodatazione, in particolare, viene espressamente esclusa nel caso in cui l'operazione comporti una trasformazione della struttura societaria, rendendo necessaria una scrupolosa predisposizione degli atti per allineare gli effetti civili con quelli fiscali.




