Stellantis punta a un milione di veicoli: l'Italia chiede garanzie

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Redazione Economia Redazione Economia   -   >Il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato che entro maggio si punta a raggiungere un'intesa con Stellantis per l'aumento della produzione degli stabilimenti del gruppo a 1 milione di veicoli annui. Questa dichiarazione è stata fatta durante il Festival della Politica a Fregene, vicino a Roma.

Un tavolo di discussione per l'automotive

Urso ha spiegato che sin dall'inizio della legislatura è stato riattivato il tavolo sull'automotive, che comprende tutto il settore. Inoltre, in accordo con il CEO di Stellantis, Tavares, è stato istituito un tavolo specifico per Stellantis. L'obiettivo è concordare con tutte le forze sindacali e con le regioni su cui insistono gli stabilimenti di Stellantis, e con l'Anfia, l'associazione di settore che rappresenta l'indotto automobilistico italiano.

L'obiettivo di un milione di veicoli

Il ministro ha sottolineato che l'indotto automobilistico italiano è un orgoglio del made in Italy e che è invidiato dalle altre nazioni europee. Ha poi aggiunto che il governo dovrebbe mettere in campo strumenti per consentire all'azienda di raggiungere un obiettivo più ambizioso, quello di un milione di veicoli, tra auto e veicoli commerciali prodotti nel nostro Paese.

Le preoccupazioni del governo italiano

Il rapporto tra Stellantis e il governo italiano nell’ultimo periodo è stato tutt’altro che idilliaco. La strategia del gruppo, il maggiore produttore d’auto del nostro paese, di investire sempre di più all’estero e di spostare molte delle sue attività all’estero non è stato troppo gradito dall’Italia, preoccupata per il futuro della sua industria.

Le richieste del sindacato

Fim-Cisl, il segretario nazionale, ha dichiarato: «Stellantis deve darci delle garanzie non solo in termini di volumi e di posizionamento dei modelli, ma anche sulle responsabilità che l’azienda ha sull’indotto, una rete che per noi è fondamentale». Queste parole sono state pronunciate durante la riunione del consiglio generale Fim-Cisl Abruzzo e Molise.

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