Adrien Brody racconta i cinque mesi di isolamento per Broadway
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Adrien Brody ha vissuto cinque mesi di isolamento quasi totale per prepararsi al debutto a Broadway con “The Fear of 13”, lo spettacolo ispirato alla storia di Nick Yarris. L’attore ha raccontato di essere rimasto chiuso in una stanza d’albergo a New York, lontano dalla famiglia e dalle persone che ama, per entrare nella condizione emotiva del personaggio interpretato. In un’intervista a Interview Magazine, Brody ha spiegato che questa scelta faceva parte del lavoro necessario per avvicinarsi alla vicenda di un uomo che ha trascorso 22 anni nel braccio della morte negli Stati Uniti per un omicidio che non aveva commesso.
La preparazione di Adrien Brody per The Fear of 13
Per interpretare Nick Yarris, Adrien Brody ha deciso di rinunciare per mesi alla normale quotidianità, vivendo in una condizione di distanza dalle relazioni personali. L’attore ha descritto questa esperienza come una forma di solitudine, precisando però che il suo isolamento rappresentava solo una parte minima rispetto a quello vissuto dal personaggio. Nick Yarris, durante gli anni trascorsi in carcere, aveva riempito il tempo con esercizi mentali, letture compulsive e scrittura, arrivando anche a sposarsi con un’attivista per la giustizia penale.
Il debutto a Broadway con “The Fear of 13” ha richiesto quindi ad Adrien Brody un impegno che ha coinvolto anche la sua vita privata. L’attore ha spiegato di aver sacrificato comfort e libertà per il ruolo, trascorrendo la maggior parte dei giorni della settimana per quasi mezzo anno lontano dalle persone vicine. La preparazione è stata descritta come una scelta professionale legata al metodo di lavoro dell’attore, disposto a modificare le proprie abitudini per avvicinarsi alla storia raccontata sul palco.
Il precedente de Il Pianista e le rinunce personali
Adrien Brody aveva già affrontato una preparazione particolarmente intensa per un altro ruolo, quello di Szpilman ne “Il Pianista”, film uscito nel 2002. In quell’occasione l’attore aveva raccontato di essersi sottoposto a una dieta di privazione e di aver cambiato profondamente il proprio stile di vita per il personaggio. Non aveva una famiglia in quel periodo, ma aveva spiegato che quelle scelte avevano avuto conseguenze anche sulle sue relazioni personali.
Per prepararsi a “Il Pianista”, Brody aveva messo da parte diversi aspetti della sua vita quotidiana: aveva lasciato la propria casa, venduto la macchina e staccato il telefono, rendendosi raggiungibile soltanto attraverso la segreteria telefonica. L’attore aveva raccontato di aver dovuto ricostruire la propria vita dall’inizio dopo quel periodo di forte trasformazione personale legato al lavoro. Anche nel caso di “The Fear of 13”, la preparazione al ruolo ha portato Brody a scegliere un isolamento temporaneo per concentrarsi sulla storia di Nick Yarris.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
