Gaza, chiuso l’ospedale indonesiano: raid israeliani e assedio alla struttura

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’ospedale indonesiano, l’ultima struttura pubblica ancora operativa nel nord di Gaza, ha cessato le attività a causa dell’intensificarsi degli attacchi israeliani e di quello che il ministero della Salute dell’enclave ha definito un “assedio”. La chiusura, annunciata oggi, priva la popolazione civile di un punto di riferimento sanitario già stremato da mesi di conflitto, mentre i raid continuano a colpire indistintamente, provocando decine di vittime.

Nelle ultime ore, i bombardamenti hanno causato almeno 125 morti, secondo quanto riportato da Al Jazeera citando fonti mediche locali. Al Quds, testata palestinese, ha parlato di “una delle notti più sanguinose”, con 42 vittime a Khan Younis, 12 nel centro della Striscia e 55 nel nord. Tra i decessi, cinque giornalisti, aggiungendosi a una lista già lunga di operatori dell’informazione uccisi dall’inizio della guerra.

Proprio a Khan Younis, nei pressi dell’ospedale Europeo – più volte colpito dalle Forze di difesa israeliane (Idf) – è stato ritrovato il corpo di Mohammed Sinwar, considerato il leader di fatto di Hamas dopo la morte del fratello Yahya. Le Idf, che hanno inasprito l’offensiva nel sud di Gaza, sostengono di aver eliminato, oltre a Sinwar, dieci suoi collaboratori, tra cui Muhammad Shabana, comandante della Brigata Rafah. Morto anche Zakaria Sinwar, fratello minore e docente universitario, insieme a tre figli.

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