Google riduce lo spazio gratuito a 5 GB per i nuovi account, ma c’è un’eccezione (che costa cara in termini di dati)
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Negli ultimi giorni, un tam tam mediatico ha fatto temere il peggio agli utenti del cloud: un presunto taglio netto dei fatidici 15 GB gratuiti offerti da Big G, ridotti a soli 5 GB per Gmail, Drive e Google Foto. La notizia, come spesso accade quando si tocca il tema del “gratis”, ha generato ondate di panico e disinformazione. Tuttavia, a guardare i fatti concreti emersi dalle segnalazioni e confermati dalle prime verifiche tecniche, la situazione appare decisamente più sfumata di quanto non lasciassero intendere i titoli più allarmistici. Nella stragrande maggioranza dei casi, se apri oggi un nuovo account, i 15 GB ci sono ancora; il cambiamento, dove avviene, riguarda una condizione specifica legata alla verifica dell’identità dell’utente.
Il test regionale che ha acceso la polemica
Tutto è nato da alcune segnalazioni emerse online durante la procedura di creazione di un nuovo account Google, in particolare da utenti situati in alcune nazioni del continente africano come Kenya e Nigeria. La procedura mostrava un messaggio anomalo: invece dei soliti 15 GB pronti all’uso, il nuovo account partiva con soli 5 GB. Per recuperare gli altri dieci, la condizione era chiara: bisognava fornire e verificare un numero di telefono. Google, attraverso i canali ufficiali e le dichiarazioni rilasciate ad alcune testate, ha confermato la natura sperimentale della modifica, definendola un test localizzato e non certo una rivoluzione globale ancora in atto. L’obiettivo dichiarato, come vedremo, non è tanto quello di far cassa, quanto piuttosto di arginare un fenomeno ormai fuori controllo.
Perché Google chiede il telefono per lo storage
La mossa di Mountain View, spiegano i portavoce, risponde a una duplice esigenza di sicurezza e sostenibilità tecnica. Da un lato, c’è la lotta agli abusi: da anni circolano tutorial su forum e piattaforme social che insegnano a creare decine o centinaia di account fake, spesso gestiti da bot, per accumulare spazio di archiviazione gratuito praticamente infinito. Questa pratica, utilizzata per archiviare illegalmente file o aggirare i limiti di storage, consuma risorse server enormi. La verifica telefonica, con il limite di un numero per account, serve a garantire che i 15 GB completi vengano concessi “una volta per persona”. Dall’altro lato, c’è una ragione economica: il costo delle memorie e dell’infrastruttura cloud è in aumento vertiginoso a causa della crescente domanda di intelligenza artificiale, e limitare gli sprechi diventa cruciale per mantenere gratuito il servizio per chi lo usa davvero.
Come funziona il meccanismo (e chi è escluso)
Il sistema è, per ora, binario e facilmente aggirabile se si accetta lo scambio. Durante la configurazione del nuovo profilo, il sistema propone due strade: cliccare su “Unlock 15 GB storage at no cost by using your phone number” oppure proseguire accontentandosi dei 5 GB base. L’aspetto più rilevante, e che ha fatto storcere il naso a molti addetti ai lavori, è che Google ha già modificato a marzo la dicitura nelle pagine di supporto ufficiali, sostituendo il vecchio “il tuo account include 15 GB” con il più vago “fino a 15 GB di spazio cloud gratuito”. Una scelta lessicale che prepara il terreno a futuri allargamenti del test. Resta inteso, e i dati lo confermano, che per gli account esistenti non cambia assolutamente nulla: chi ha già un vecchio profilo, anche senza aver mai inserito il cellulare, continua a godere dei 15 GB pieni senza alcuna decurtazione.
La raccolta dati come contraltare dei servizi gratis
Nonostante le rassicurazioni ufficiali, il provvedimento riaccende inevitabilmente il dibattito sulla privacy e sul valore dei dati personali. In passato, servizi come Gmail offrivano spazio in cambio della “lettura” delle email per profilare la pubblicità; oggi, la valuta di scambio per il cloud storage diventa il numero di telefono. Una parte dell’utenza vede nella richiesta un tentativo di raccogliere ulteriori dati sensibili e legare in modo indelebile l’identità digitale a quella fisica, rendendo più difficile l’anonimato. Per ora, la direzione tracciata da Google sembra chiara: i 15 GB non scompaiono, ma diventano un premio per chi dimostra di essere un umano reale, fornendo una traccia verificabile. Se questo sistema verrà esteso a livello globale, il costo dello “spazio gratis” per l’utente finale sarà sempre più spesso pagato in termini di informazioni personali.
Meta Description: Google taglia lo storage a 5 GB per i nuovi account senza numero di telefono. Test in alcune nazioni, ma conferma la direzione: più verifiche per lo spazio gratis.




