Tensioni a destra sulla Consulta: dispetti e spaccature tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia
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Redazione Interno
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Dopo mesi di scontri, litigi e accuse incrociate, il Parlamento ha finalmente eletto i quattro nuovi giudici della Corte Costituzionale, ponendo fine a un braccio di ferro durato 460 giorni. Un percorso tortuoso, segnato da 17 votazioni andate a vuoto, schede bianche e scoop giornalistici, che ha visto protagoniste le forze politiche, divise su nomine rigorosamente “marchiate” dall’appartenenza partitica, con un’unica eccezione: una figura tecnica. La maggioranza, dopo un vertice risolutivo, ha sciolto il nodo, ma non senza lasciare strascichi e tensioni, soprattutto nel centrodestra, dove Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno mostrato crepe evidenti.
Tra i nomi eletti, spicca quello di Francesco Saverio Marini, professore di diritto costituzionale all’Università di Roma Tor Vergata, indicato da Fratelli d’Italia. Figlio d’arte – suo padre, Annibale Marini, di simpatie di destra, fu presidente della Corte – Marini è noto per essere il consigliere giuridico di Giorgia Meloni e per aver contribuito alla riforma del premierato. La sua nomina, però, non è stata priva di polemiche, alimentate da retroscena e “sgambetti” tra i partiti.
Proprio i retroscena, riportati dal Corriere della Sera, rivelano che l’uscita dall’impasse è stata possibile grazie a una serie di contatti diretti tra Meloni e la segretaria del Pd, Elly Schlein. Messaggi iniziali, sfociati in una telefonata, hanno permesso di superare gli ostacoli, dimostrando come, nonostante le divergenze, il dialogo tra le parti abbia giocato un ruolo cruciale. Una lezione di pragmatismo, che però non ha cancellato le tensioni interne al centrodestra.
Forza Italia, in particolare, ha mostrato segni di spaccatura. Paolo Barelli, capogruppo alla Camera e potente presidente della Federnuoto, ha smentito con toni duri i retroscena che lo vedevano coinvolto in dinamiche familiari con uno dei candidati. «Mio figlio fidanzato con la figlia di Gennaro Terracciano? Ma io non so neppure se il professore abbia una figlia, comunque non mi risulta», ha dichiarato, liquidando come «balle» le voci circolate. Un’uscita che riflette il clima teso e i veleni rimasti sul campo dopo una notte di lunghi coltelli.
La Lega, dal canto suo, ha mantenuto un profilo più defilato, ma non ha mancato di far sentire il proprio malumore per una procedura che ha visto Fratelli d’Italia giocare un ruolo centrale. Le frizioni tra i partiti di maggioranza, insomma, non sono state sanate, e la nomina dei giudici costituzionali ha lasciato ferite aperte, destinate a influenzare i futuri equilibri.




