Dumfries, 125 giorni dopo: contro l'Atalanta l'Inter riabbraccia il suo titolare

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Sono passati 125 giorni dall’ultima volta che Denzel Dumfries ha calpestato il prato di San Siro dal primo minuto, un’eternità nel calcio moderno, e quel lontano 9 novembre contro la Lazio gli aveva riservato la cattiva sorte di una caviglia sinistra traditrice. Da allora, un’operazione chirurgica e un lungo calvario fatto di riabilitazione e pazienza avevano messo in stand-by la stagione dell’esterno olandese, costringendo Cristian Chivu a reinventare la sua fascia destra con soluzioni tampone. Ora, con la sfida all’Atalanta alle porte, la musica è destinata a cambiare: sabato a San Siro, Dumfries riprenderà possesso del suo territorio, e lo farà nel momento più delicato della rincorsa allo scudetto. Il tecnico romeno, che nei minuti finali del derby e in Coppa Italia gli ha concesso solo assaggi di partita, sa bene che il recupero dell’olandese non è una semplice alternativa in più, bensì un cambio di passo sostanziale nell’economia del gioco nerazzurro.

Il peso di un'assenza e i numeri di un ritorno

Durante i quattro mesi di assenza, l’Inter ha dovuto sopperire alla mancanza di un giocatore che fino all’infortunio aveva messo in mostra numeri e prestazioni da assoluto protagonista. Con lui in campo, la squadra non solo aveva perso una delle sue principali bocche da fuoco – tre i gol messi a segno prima dello stop – ma anche quel tipo di spinta poderosa sulla destra che obbliga le difese avversarie ad allargarsi per poi essere colpite in mezzo all’area. Il suo sostituto naturale, Luis Henrique, ha garantito presenza e impegno, certo, ma l’ingenuità mostrata in marcatura su Estupinan nel derby perso contro il Milan ha riacceso i riflettori su un limite evidente: al brasiliano manca ancora quella ferocia interpretativa e quei tempi di inserimento che fanno di Dumfries una freccia scagliata con precisione nella difesa altrui. La sensazione, palpabile nello staff tecnico, è che il rientro dell’olandese possa liberare anche il potenziale offensivo della catena di sinistra, fino a oggi iper-sfruttata con Dimarco chiamato a fare gli straordinari, tanto che i suoi 7 gol e 15 assist raccontano anche di un carico di lavoro supplementare dovuto proprio all’emergenza sull’out opposto.

L’inserimento nei meccanismi di Chivu

Chivu, dal canto suo, ha già iniziato a lavorare mentalmente al reinserimento del suo giocatore, e le voci che arrivano dalla Pinetina parlano chiaro: l’olandese sarà titolare contro l’Atalanta. Non si tratta solo di un ritorno fisico, ma anche e soprattutto tattico, perché Dumfries porta con sé un bagaglio di esperienza e una capacità di attaccare la profondità che al momento nessun altro nel ruolo possiede. Le tre apparizioni post-operatorie – 9’ col Bodo Glimt, mezz’ora a Como e un’altra frazione nel derby – gli sono servite per testare la tenuta della caviglia e per riprendere confidenza con i ritmi partita, ma sabato sarà chiamato a un impegno ben più probante. La Dea di Palladino, reduce da un disastroso 1-6 in Champions contro il Bayern Monaco, arriverà a Milano ferita e desiderosa di riscatto, e sulla fascia sinistra schiererà giocatori rapidi come Zappacosta o Bernasconi, che richiederanno attenzione anche in fase di copertura.

La fluidità ritrovata della manovra

La presenza di Marcus Thuram, recuperato dall’influenza, garantirà a Chivu anche la possibilità di riformare la coppia offensiva titolare con Pio Esposito, dando alla squadra quella profondità e quel peso specifico in area che contro il Milan erano venuti a mancare. Con Dumfries largo a destra, l’Inter ritrova anche la possibilità di variare il suo attacco: non più solo sovrapposizioni e cross dal fondo, ma anche inserimenti senza palla di chi, come l’olandese, ha nei movimenti alle spalle dei difensori la sua arma migliore. Zielinski, chiamato a sostituire Calhanoglu in cabina di regia, avrà così un’opzione in più per innescare la transizione, mentre Barella e Mkhitaryan potranno allargare il raggio d’azione sapendo di avere un compagno capace di allungare la linea difensiva avversaria.

La gestione delle risorse nel finale

Chivu, che fin dal suo insediamento ha predicato la necessità di ruotare gli uomini per mantenere alta l’energia in questo rush conclusivo, vede dunque completarsi il suo scacchiere proprio quando la posta in palio si fa massima. La gestione di Dumfries, nelle prossime uscite, sarà ovviamente graduale, ma l’idea di riaverlo titolare in uno scontro diretto come quello con l’Atalanta rappresenta un segnale forte, non solo per l’avversario ma anche per lo spogliatoio. Al di là delle polemiche arbitrali del derby – quel colpo di testa deviato sul braccio di Ricci nel finale su cui Doveri e il Var hanno deciso di non concedere il rigore –, all’Inter preme tornare a correre e a vincere, e la sensazione è che con Dumfries a disposizione la corsa possa ripartire esattamente da dove si era interrotta.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.