Padova, tunisino aggredisce un padre e tenta di portare via la figlia di un anno
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Redazione Interno
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Un episodio di violenza, che ha dell'incredibile, si è consumato nel piazzale antistante la stazione ferroviaria di Padova, dove un uomo di ventidue anni, di nazionalità tunisina, ha sferrato un pugno al volto di un giovane padre, poco più che ventunenne, per poi impossessarsi del passeggino dentro cui riposava la figlia della vittima, una bambina di appena un anno. L'aggressione, fulminea e apparentemente immotivata, ha trasformato una normale passeggiata in una scena di caos e terrore, con il genitore costretto a un drammatico inseguimento a piedi per non perdere di vista la propria figlia, mentre l'aggressore cercava di allontanarsi con la piccola, ancora assicurata ai cinturini di sicurezza della carrozzina.
L'intervento delle Volanti e l'arresto
A interrompere la fuga del tunisino, il cui tentativo di sequestro è durato pochi, concitati minuti, è stato il pronto intervento delle Volanti della Questura, le cui pattuglie, allertate dalla Sala operativa della Polizia di Stato, sono giunte sul posto in tempi brevissimi. Gli agenti, che erano in costante contatto telefonico con il padre durante l'inseguimento, sono riusciti a bloccare l'uomo e a riportare in sicurezza la bambina, scongiurando così un epilogo anche più drammatico. L'azione, condotta nell'ambito dei dispositivi di prevenzione e controllo del territorio, ha portato all'immediato fermo del ventiduenne.
La resistenza in Questura e le accuse
La situazione, sebbene apparentemente risolta con il recupero della minore, non si è però placata con l'arresto. Una volta condotto in Questura, infatti, il tunisino ha dato nuovamente sfogo alla sua indole violenta, rivolgendo la sua aggressività verso gli stessi agenti di polizia. L'uomo ha colpito a calci uno di loro, causandogli delle lesioni che, seppur non gravi, hanno richiesto un periodo di guarigione stimato in cinque giorni. A questo ulteriore reato, che ha consolidato la posizione già compromessa dell'arrestato, si è quindi aggiunta la denuncia per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Il quadro giudiziario
Alla luce della dinamica dei fatti, accertata dalle indagini, al ventiduenne sono state contestate formalmente le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, per le quali è stato trattenuto in manette, e di tentato sequestro di persona, reato per il quale è stato invece denunciato in stato di libertà. L'episodio, che ha gettato un'ombra di inquietudine sulla città, rimane al centro delle indagini delle forze dell'ordine, le quali stanno ricostruendo ogni dettaglio e movente dell'aggressione, senza peraltro che siano al momento emersi elementi che possano spiegare un gesto così efferato.




