Bandiere blu 2026, l’Emilia-Romagna sale a undici e Rimini ci riprova dopo quindici anni
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Redazione Interno
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L’estate, si sa, non si decreta con un vessillo, eppure il lido che sventola una Bandiera Blu comunica già qualcosa di più della semplice balneabilità. Per il terzo anno consecutivo l’Emilia-Romagna – che nel 2024 ne aveva ottenute nove, divenute dieci nel 2025 – incrementa il proprio numero di località insignite del riconoscimento della Foundation for Environmental Education, l’ong danese con sede a Copenhagen. Quest’anno il conto sale a undici, grazie a un ritorno atteso da più di un decennio: Rimini, la capitale della Riviera con i suoi sedici chilometri di costa, la maggiore estensione balneare della regione.
La particolarità, però, risiede in una scelta amministrativa che aveva finora tenuto la città lontana dalle graduatorie. Rimini non presentava domanda dal 2011, quindici anni fa; lo fa ora, nel 2026, e viene accolta nell’elenco delle eccellenze. Nessun dettaglio sui parametri tecnici che hanno favorito l’ingresso, ma il dato statistico – se così si può chiamare – è inequivocabile: la regione sale al quarto posto nella classifica nazionale, scavalcando qualche rivale immediata ma restando dietro a un terzetto di testa piuttosto solido. La Sicilia, l’Abruzzo e il Trentino-Alto Adige: le prime due condividono il primato, con un numero che non viene specificato nel dettaglio, mentre la regione trentina si ferma a dodici.
La Toscana guadagna un vessillo e vola a quota venti, seconda in Italia
Non solo l’Emilia-Romagna, ovviamente. La Toscana, che già poteva contare su diciannove località premiate, ne aggiunge una ventesima: Monte Argentario, in provincia di Grosseto, entra così nel novero delle spiagge bandierate. Da nord a sud il serpentone delle riconferme include Carrara e Massa per la Costa Apuana; Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore e Viareggio per la Versilia; quindi Pisa, Livorno, Rosignano Marittimo, Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, San Vincenzo e Piombino per la costa livornese. Si aggiunge Marciana Marina all’Isola d’Elba, e per la Maremma – versante grossetano – spiccano Follonica, Castiglione della Pescaia, Grosseto e Orbetello. Con questo bottino la Toscana si piazza al secondo posto tra le regioni italiane, scavalcata soltanto da chi sta sopra.
Quattordici nuovi ingressi, tre esclusioni e il dato nazionale che sfiora i duecentosettanta Comuni
A livello nazionale, l’edizione 2026 delle Bandiere Blu conta complessivamente 257 Comuni rivieraschi, con un saldo positivo di undici unità rispetto all’anno precedente. Le new entry sono quattordici, mentre tre località non hanno visto confermato il riconoscimento – un ricambio fisiologico, in fondo, per un premio che premia non solo la pulizia delle acque ma anche la gestione sostenibile del territorio. Le quattordici new entry, distribuite lungo lo Stivale, disegnano una geografia variegata: in Lombardia spicca Limone sul Garda (Brescia); in Liguria fanno il loro ingresso Andora (Savona) e Taggia (Imperia); in Emilia-Romagna, come detto, Rimini; in Toscana Monte Argentario; in Puglia si aggiungono Morciano di Leuca e Tricase (Lecce); in Calabria arrivano Amendolara, Montegiordano (Cosenza), Falerna (Catanzaro) e Locri (Reggio Calabria); in Sicilia entrano Ispica (Ragusa) e Lipari (Messina); infine in Sardegna troviamo Teulada (Sulcis Iglesiente).
Laghi e porti turistici, l’altra faccia della Bandiera Blu
Non solo mare, però. Le Bandiere Blu assegnate ai laghi toccano quest’anno quota 23, con un nuovo Comune lacustre che si aggiunge alla lista – senza che venga specificato quale – mentre per i porti turistici il conteggio sale a 87, frutto di tre nuove adesioni rispetto alla rilevazione precedente. Il quadro che ne esce è quello di un riconoscimento ormai consolidato, che la Fee distribuisce con il proprio metro – fatto di parametri ambientali, depuratori, gestione dei rifiuti e accoglienza – senza mai trasformarsi in un certificato di eterna appartenenza. Alcuni lo perdono, altri lo conquistano, e il meccanismo dei ricorsi interni all’organizzazione danese resta, come ogni anno, un capitolo a sé, destinato agli addetti ai lavori.




