Scoperto a Borgo Virgilio con il cadavere della madre in cantina, travestito da lei per la pensione
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Redazione Interno
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La scena, che a molti sarebbe potuta apparire come un bizzarro quanto macabro estratto da una pellicola cinematografica, si è invece consumata nella più cruda normalità di un ufficio anagrafe, dove la finzione è stata spinta fino al suo limite più estremo e grottesco. Un uomo, un infermiere cinquantasettenne residente a Borgo Virgilio, nel mantovano, ha tentato di rinnovare la carta d’identità della madre, deceduta da ormai tre anni, presentandosi di persona agli sportelli dopo essersi sottoposto a un meticoloso e inquietante travestimento. Indossava abiti femminili, una parrucca e un pesante trucco nel vano tentativo di assumere le sembianze della donna, un mascheramento che non è però riuscito a ingannare la vigilanza di un’impiegata comunale, la quale, insospettita dal comportamento e dall’aspetto poco convincente del finto anziana, ha prontamente allertato le autorità.
Il ritrovamento in cantina
L’intervento delle forze dell’ordine, sollecitato da quella segnalazione, ha immediatamente fatto emergere il lato più tetro e raccapricciante della vicenda, conducendo gli investigatori all’interno dell’abitazione dell’uomo. È proprio lì, in un locale lavanderia situato in cantina, che è stato rinvenuto il Corpo della madre, il quale era stato sottoposto a un rudimentale quanto agghiacciante processo di mummificazione. La salma, come è stato poi accertato, non era stata sepolta né occultata in maniera tradizionale, bensì avvolta con cura in diversi strati di lenzuola e teli, per essere poi sigillata all’interno di due sacchi a pelo, uno dentro l’altro, in una sorta di composizione funeraria domestica e illegale che ne ha permesso la conservazione per un arco di tempo così prolungato.
L’accertamento dei tempi e il movente
Le prime indagini, confermate anche dalle successive dichiarazioni della procura, hanno stabilito che il decesso della donna risalirebbe al 2022, quando aveva ottantadue anni, e che da quel preciso momento il figlio avrebbe architettato e mantenuto il piano per continuare a percepire l’assegno pensionistico che le spettava. Il mantenimento del corpo all’interno dell’abitazione, sebbene in un locale separato e poco frequentato, rappresenta uno degli elementi che più colpiscono per la loro freddezza, suggerendo una quotidianità vissuta accanto alla presenza ingombrante e silenziosa del cadavere di una persona cara, un dettaglio che va ben al di là della semplice frode economica e che delinea un profilo psicologico di notevole complessità.
Le indagini in corso
L’infermiere, denunciato a piede libero per i reati ipotizzati in relazione alla sottrazione di cadavere e alla truffa aggravata ai danni dell’ente previdenziale, si trova ora al centro di un’inchiesta giudiziaria che sta esaminando ogni aspetto della sua condotta. Gli investigatori stanno ricostruendo minuziosamente le modalità con cui l’uomo è riuscito a perpetuare la frode per un triennio, un lasso di tempo considerevole durante il quale nessuno ha mai sospettato che la pensionata fosse deceduta. L’attenzione si concentra anche sulle tecniche impiegate per la conservazione del corpo, sulle sue conoscenze professionali in ambito sanitario e su eventuali, ulteriori, condotte illecite che potrebbero essere emerse nel corso di questi anni, tutte circostanze che verranno vagliate con scrupolo dal punto di vista penale.




