Il duro scontro tra Loftus-Cheek e Corvi, la notte in ospedale per l'inglese e la decisione di Piccinini sul contatto: tutti gli episodi da moviola di Milan-Parma
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Redazione Sport
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Il bacino d'utenza di San Siro, solitamente gremito e chiassoso, si è trovato trattenere il fiato non per un'azione da gol, ma per un incidente di gioco che ha trasformato la sfida tra Milan e Parma in un crocevia di destini incrociati. Al minuto numero otto, quando le gambe sono ancora fredde e la partita deve ancora trovare una sua fisionomia, un cross di Alexis Saelemaekers è diventato l'epicentro di un contrasto tanto fortuito quanto violento tra Ruben Loftus-Cheek e il portiere ducale Edoardo Corvi -2-8. Il centrocampista inglese, nell'intento di anticipare l'estremo difensore, si è scontrato con lui, rimediando un colpo che ne ha causato la caduta a terra e la successiva, immediata, uscita dal campo in barella e con il collare cervicale, una scena che ha gelato i presenti e messo in allarme chiunque seguisse la partita dagli schermi televisivi -2.
Gli accertamenti ospedalieri, successivi al ricovero, hanno per fortuna scongiurato l'ipotesi di un trauma cranico commotivo – il giocatore, va detto, non ha mai perso conoscenza – ma hanno evidenziato la gravità dell'impatto sul volto: per Loftus-Cheek si è parlato di una frattura dei denti superiori e dell'osso alveolare mascellare, una diagnosi che ha reso necessario un intervento chirurgico nel corso della notte stessa -3-7. Una tegola pesantissima per Massimiliano Allegri, il quale, già privo di Matteo Gabbia per un problema muscolare accusato nel riscaldamento, ha dovuto gettare nella mischia Ardon Jashari dopo appena undici minuti di gioco -2-8.
L'episodio, inevitabilmente, ha sollevato più di un interrogativo in chiave moviola. Il direttore di gara, il signor Marco Piccinini della sezione di Forlì, si è trovato a dover valutare la dinamica di un contrasto d'alta scuola, dove la violenza dello scontro rischiava di offuscare la lucidità del giudizio tecnico. L'arbitro, così come riportato da più analisi, ha giudicato il movimento di Loftus-Cheek come un tentativo di giocare la sfera in una situazione di netta inferiorità, vista l'uscita bassa del portiere; per questo, e per la natura fortuita dell'incidente, non ha ravvisato gli estremi per un calcio di rigore, né tantomeno per una sanzione disciplinare a carico di Corvi, ritenendo il tutto ascrivibile a un contrasto di gioco involontario -1. Una scelta che, seppur nell'ottica del regolamento, appare in linea con una direttiva che tende a non punire uscite del portiere quando non sussistano chiari elementi per un fallo da ultimo uomo.
Ma la partita, occorre ricordarlo, non si è esaurita con l'infortunio del centrocampista rossonero. La seconda metà della ripresa ha regalato un'altra scintilla di polemica, questa volta legata alla rete decisiva firmata da Mariano Troilo al minuto ottantacinque. Inizialmente, la marcatura del difensore del Parma era stata annullata da Piccinini per un presunto fallo in attacco di Lautaro Valenti ai danni di Mike Maignan -5-10. L'arbitro, convinto della irregolarità, aveva già bloccato le esultanze ospiti, ma è stato richiamato al monitor dal Var per un on-field review. Le immagini, in questo caso, hanno parlato chiaro: il contatto tra il difensore crociato e il portiere francese era quantomeno lieve e non tale da impedire a Maignan la regolare presa o deviazione della sfera, e lo stesso Troilo sovrastava Davide Bartesaghi in un duello aereo tutto sommato regolare -5-10. Piccinini, dopo aver rivisto la dinamica, ha quindi proceduto alla convalida del gol, consegnando di fatto i tre punti alla squadra di Carlos Cuesta e scatenando le vibranti proteste del pubblico di casa per una decisione che, a conti fatti, appare tecnicamente ineccepibile per coerenza con quanto mostrato dalla tecnologia -5.




