Omicidio Piacenza, fermato il fidanzato di Aurora
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Redazione Interno
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A Piacenza, la tragica morte di Aurora, una ragazza di 13 anni, ha scosso profondamente la comunità locale. La giovane è precipitata dall'ottavo piano del palazzo in cui abitava, in via IV Novembre, venerdì scorso. La famiglia, sin dal primo momento, ha espresso dubbi sulla natura dell'incidente, ritenendo improbabile sia il suicidio sia l'incidente fortuito.
Il fidanzato quindicenne di Aurora è stato fermato lunedì pomeriggio, con l'accusa di omicidio. La madre della vittima, assistita dall'avvocata Lorenza Dordoni, ha dichiarato di sentirsi sollevata alla notizia del fermo, confermando i sospetti che la famiglia nutriva da giorni. L'esame esterno del corpo della ragazza, effettuato a Pavia, ha rivelato un importante trauma cranico, che ha ulteriormente alimentato i dubbi sulla dinamica della caduta.
La sorella maggiore di Aurora, Vicktoria Tila, ha denunciato pubblicamente sui social media l'odio ricevuto, tra messaggi di cordoglio e solidarietà. La giovane ha ribadito di non credere alla tesi del suicidio o dell'incidente, sostenendo che la sorella non avrebbe mai compiuto un gesto simile.
L'inchiesta, coordinata dalle autorità giudiziarie, prosegue con l'obiettivo di chiarire le circostanze della morte di Aurora. Oggi è prevista una TAC, seguita dall'autopsia, per ottenere ulteriori dettagli sul trauma cranico riscontrato.




