Darderi: «Non so come ho fatto, non mi sentivo bene» e poi l’impresa contro Zverev ai quarti di Roma

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Redazione Sport Redazione Sport   -   «Non so come ho fatto». A pronunciare questa frase, a caldo e con il volto ancora segnato dalla fatica, è Luciano Darderi, subito dopo aver spento l’ennesimo boato del Foro Italico. L’azzurro, classe 2002, ha appena realizzato qualcosa che sfida persino la sua stessa memoria immediata: «All’inizio non mi sentivo bene – ha raccontato –, ho cercato di mettergli pressione nella parte finale del secondo set, ho visto che era molto nervoso. Ho dimostrato di avere una grande mentalità». Dichiarazioni che arrivano dritte dal cuore di un match pazzesco, quello che lo ha visto rimontare il numero 3 del mondo Alexander Zverev con un parziale da 1-6, 7-6, 6. Quattro i match point annullati, una rimonta che sa di miracolo tennistico e che regala al classe 2002 la prima volta nei quarti di un Masters 1000.

«Senza questa gente avrei mollato»

La spinta del pubblico, tra un applauso e un urlo liberatorio, ha giocato un ruolo che lo stesso Darderi definisce decisivo. «In un altro torneo probabilmente avrei mollato – ha ammesso – ma con questa gente che mi spingeva è tutto diverso». Una confessione che pesa come un macigno, se si considera il contesto: il tennista italo-argentino, nato a Villa Gesell (a quaranta chilometri da Mar del Plata), ha costruito la sua carriera sulla terra rossa argentina per poi trasferire il sogno in Italia, dove il nonno di Fano rappresenta un legame profondo con le sue radici. Papà coach, la famiglia sempre accanto, e un obiettivo dichiarato che resta quello di indossare la maglia azzurra in Coppa Davis. Ma ora, dopo l’impresa di Roma, le ambizioni si sono improvvisamente fatte più vicine e tangibili.

La bellezza dei 28 errori e un avversario in pezzi

Dal lato opposto della rete, Zverev ha pagato a caro prezzo una debacle difficile da decifrare. Sono 28 gli errori gratuiti del tedesco, una cifra che di per sé già racconta molto, ma quasi tutti concentrati dalla metà del secondo set in poi, quando qualcosa nella sua testa – e nel suo braccio – si è visibilmente inceppato. Darderi, dal canto suo, ha saputo attendere e colpire nei momenti cruciali, trasformando la sua iniziale sensazione di malessere in una resilienza quasi inossidabile. «Non mi ricordo nemmeno i match point» ha detto, quasi sorridendo, e forse è proprio questo oblio momentaneo la miglior fotografia di una concentrazione assoluta, l’unica capace di ribaltare un confronto che sembrava già scritto.

«Mi girava la testa, è la vittoria più emozionante»

Dopo aver già compiuto una rimonta nel turno precedente, Darderi ha dunque confermato una settimana romana da favola. «Mi girava la testa – ha confessato – è la vittoria più emozionante». Un’affermazione che, per quanto sincera, rischia di essere riduttiva rispetto alla portata dell’evento. Perché il tennista ha saputo annullare quattro match point, ribaltare un primo set da 1-6 e chiudere l’ultimo parziale con un secco 6-0, lasciando Zverev in balia dei propri fantasmi. La diretta live che seguiva l’incontro si è conclusa con un saluto sportivo e una considerazione: «Tutto è possibile». Adesso, nei quarti di finale degli Internazionali BNL d’Italia 2026, ad aspettarlo c’è Rafa Jodar, predestinato o no che sia. Quello che conta, per Darderi, è essersi guadagnato il diritto di giocarsela senza più nulla da perdere.

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