Tragedia a Canaro, famiglia sterminata dalla fuga di monossido di carbonio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una silenziosa tragedia domestica, che ha dell'incredibile per la sua assurdità, si è consumata tra le mura di un'abitazione di via Cesare Battisti, a Canaro, nel cuore del Polesine. L'allarme, come spesso accade in simili circostanze, è scattato per un'assenza prolungata e inspiegabile: i colleghi dell'uomo, che da due giorni non si presentava al lavoro e di cui non avevano più notizie, hanno fatto scattare le prime, legittime preoccupazioni. È stato così, su sollecitazione di chi lo attendeva invano, che nella notte tra mercoledì 22 e giovedì 23 ottobre i soccorsi sono giunti sul posto, trovando purtroppo una scena di desolante irreparabilità. I Vigili del fuoco di Rovigo, entrati nell'appartamento attorno alle 23, hanno rinvenuto i corpi senza vita del padre, cinquantunenne, della moglie, di quarantasette, e della loro figlia ventottenne; con loro, anch'esso vittima del cosiddetto "killer invisibile", è morto il gatto di famiglia, ulteriore e tragico indizio di un evento improvviso e letale che non ha lasciato scampo.

L'ipotesi della fuga fatale

Le prime, accurate indagini dei soccorritori e delle forze dell'ordine hanno immediatamente indicato nella fuga di monossido di carbonio la causa più che plausibile del triplice decesso. I rilievi tecnici, condotti con la consueta perizia, non hanno lasciato spazio a molti dubbi, orientando le ricostruzioni verso un malfunzionamento della caldaia, apparecchio di cui ogni abitazione, specialmente con l'approssimarsi della stagione fredda, non può fare a meno. La famiglia, di origini moldave e stabilmente integrata in Italia da circa un ventennio, è stata stroncata da un pericolo contro il quale, molto spesso, la percezione comune risulta essere pericolosamente bassa, nonostante le ripetute campagne di informazione.

La natura insidiosa del gas letale

Il monossido di carbonio, come sottolineato dalle autorità sanitarie e dai vigili del fuoco stessi, è un gas particolarmente insidioso proprio perché del tutto inodore e incolore, caratteristiche che ne impediscono la rilevazione da parte dei sensi umani. La sua pericolosità, che si concretizza in un esito spesso fatale in tempi brevissimi, risiede nella capacità di legarsi all'emoglobina presente nel sangue, formando la carbossiemoglobina; questo legame, di gran lunga più stabile di quello con l'ossigeno, impedisce il normale trasporto di quest'ultimo verso i tessuti dell'organismo, provocando un'avvelenamento rapido e letale. Chi lo respira, senza nemmeno accorgersene, può perdere conoscenza in pochi minuti, senza avere il tempo di mettersi in salvo o di lanciare un grido d'aiuto.

Le misure di prevenzione consigliate

Proprio per contrastare la minaccia di questo "killer silenzioso", i Vigili del fuoco diffondono periodicamente un vademecum di comportamenti virtuosi e di precauzioni tecniche. Tra i punti cardine, vi è la manutenzione periodica e obbligatoria degli impianti di riscaldamento, da affidare esclusivamente a personale qualificato, e l'installazione di rilevatori di monossido di carbonio, dispositivi salva-vita in grado di emettere un allarme acustico non appena rilevano concentrazioni pericolose del gas nell'aria. Si raccomanda, inoltre, di evitare di ostruire le prese d'aria e le griglie di ventilazione presenti negli ambienti dove sono installati apparecchi a combustione, e di prestare massima attenzione a eventuali sintomi fisici sospetti, come mal di testa improvvisi e persistenti, nausea, vertigini e sonnolenza, che potrebbero rappresentare i primi segnali di un'intossicazione in atto.

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