Cristoforo Colombo: nuove scoperte sulla sua provenienza
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Redazione Interno
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A pochi giorni dal Columbus Day, una nuova teoria emerge riguardo l'origine di Cristoforo Colombo, il celebre navigatore che scoprì l'America. Secondo un recente studio, Colombo non sarebbe stato italiano, nello specifico genovese, come tradizionalmente si crede, ma spagnolo e di religione ebraica sefardita. Questa affermazione, che ha suscitato un acceso dibattito in Spagna, è stata presentata nel documentario "Colon Adn, su verdadero origen", trasmesso dalla tv pubblica spagnola Tve in occasione della festa nazionale dell'ispanità.
Il medico forense José Antonio Llorente, dell'università di Granada, ha guidato un team di ricercatori che ha esaminato piccoli frammenti ossei conservati nella cattedrale di Siviglia, attribuiti a Colombo. Confrontando questi frammenti con quelli di parenti e discendenti conosciuti, tra cui il presunto figlio Hernando e il fratello Diego, i ricercatori hanno confermato che si tratta effettivamente dei resti del navigatore. Secondo Llorente, Colombo sarebbe nato nella regione di Valencia, in Catalogna o nelle Baleari, e avrebbe nascosto le sue origini ebraiche per paura delle persecuzioni.
Questa teoria, tuttavia, è stata accolta con scetticismo da alcuni storici italiani. Gabriella Airaldi, specialista di storia delle relazioni internazionali e interculturali dal Medioevo all'età moderna, ha ribadito che esistono numerosi documenti che attestano la genovesità di Colombo, rendendo difficile mettere in discussione questa versione consolidata della storia. Airaldi, insignita della Medaglia Colombiana a Genova, ha sottolineato l'importanza di basarsi su prove documentali solide piuttosto che su nuove speculazioni.
Nonostante le nuove ricerche e le affermazioni di Llorente, la questione dell'origine di Cristoforo Colombo rimane aperta e continua a suscitare interesse e dibattito tra storici e ricercatori.




