Un farmaco innovativo contro l'ictus debutta all'ospedale Bonomo di Andria

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L'unità operativa di Neurologia dell'ospedale Bonomo di Andria, che è diretta dal dottor Gianluca Masi, ha raggiunto un traguardo clinico di notevole importanza, avendo somministrato per la prima volta nell'intera Asl Bt un fibrinolitico di nuova generazione, il quale è stato approvato dall'AIFA proprio nel 2025 per la cura in fase acuta dell'ictus ischemico. L'opportunità di testare l'efficacia di questo medicinale, che promette di sciogliere i trombi con una maggior efficacia e un profilo di sicurezza più favorevole per quanto riguarda i rischi emorragici, si è presentata con il ricovero d'urgenza di un uomo di 66 anni, il quale, trovandosi in trasferta per lavoro, è stato condotto al Pronto Soccorso dopo l'insorgenza improvvisa di un deficit del linguaggio e di menomazioni di tipo motorio.

La somministrazione del farmaco

Il team neurologico del Bonomo, agendo in stretta osservanza dei protocolli tempo-dipendenti che governano le terapie di riperfusione, ha potuto quindi avvalersi del nuovo agente farmacologico, il cui meccanismo d'azione – come spiegano gli esperti del settore, tra cui Andrea Zini che coordina la Rete Stroke Metropolitana bolognese – è mirato a massimizzare la ricanalizzazione del vaso occluso. L'intervento, che rientra in quel ventaglio di procedure salvaneuroni la cui efficacia è legata a minuti preziosi, si è concluso con un esito positivo, aprendo di fatto una nuova possibilità terapeutica per i pazienti dell'intero territorio provinciale, i quali non dovranno più essere necessariamente trasferiti in centri di riferimento regionali per accedere a trattamenti all'avanguardia.

Il contesto nazionale delle cure

Questo significativo avanzamento locale si inserisce in un panorama nazionale in fermento, dove altre eccellenze, come l'IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna centralizzato presso l'ospedale Maggiore, si preparano a loro volta a rendere disponibile lo stesso principio attivo entro la metà del mese corrente. La centralizzazione dei pazienti candidabili a terapie come la trombolisi farmacologica, che dev'essere eseguita idealmente entro 45-60 minuti dall'ingresso in pronto soccorso, e la trombectomia meccanica, la quale prevede l'asportazione del coagulo entro 90-120 minuti, rappresenta il modello organizzativo che consente di moltiplicare le concrete possibilità di un recupero funzionale soddisfacente.

Le prospettive immediate

L'introduzione di questo farmaco, di cui ormai si comincia a vedere l'applicazione concreta in diverse realtà ospedaliere del paese, segna un punto di svolta nella gestione dell'emergenza-ictus, offrendo agli specialisti uno strumento potente per intervenire in quelle fasi iniziali dove il danno cerebrale è ancora potenzialmente reversibile. La sua adozione, che richiede un'organizzazione capillare e tempestiva dei percorsi diagnostico-terapeutici, sta dunque ampliando l'orizzonte delle cure, garantendo a un numero sempre maggiore di persone di accedere a trattamenti innovativi che, fino a poco tempo fa, rappresentavano una frontiera lontana della medicina.

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