Siracusa, omicidio Pellizzeri: fermato il 30enne Mirabella, il movente sarebbe un debito
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Redazione Interno
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Giuseppe Pellizzeri, 37 anni, ingegnere navale e ufficiale della Guardia Costiera italiana, è stato ucciso martedì sera a Siracusa con due colpi di pistola, uno dei quali – al torace – lo ha raggiunto mortalmente. L’episodio, avvenuto in via Elorina, ha scosso non solo la città aretusea ma anche il corpo militare al quale apparteneva la vittima, descritta dall’Usmia (Unione sindacale militari italiani associati) come "uomo di straordinarie qualità umane e professionali, esempio di dedizione, coraggio e integrità".
Francesco Mirabella, il 30enne accusato del delitto, si è costituito ai carabinieri accompagnato dall’avvocato Antonio Meduri ed è stato trasferito nel carcere di Cavadonna. Le indagini, ancora in corso, puntano verso una lite scaturita da un debito non saldato: secondo le prime ricostruzioni, il motivo dell’aggressione sarebbe legato all’affitto non pagato di un magazzino. Una dinamica che, se confermata, aggiungerebbe un ulteriore elemento di drammaticità a un fatto già di per sé brutale.
Quello di Pellizzeri è uno dei 22 omicidi registrati in Sicilia dall’inizio dell’anno, un dato che riaccende periodicamente il dibattito sulla sicurezza nell’isola. Nella stessa serata, a Caltagirone, un 61enne è stato ucciso in circostanze ancora da chiarire, dimostrando come il fenomeno della violenza – per ragioni diverse – continui a segnare il territorio.
La carriera di Pellizzeri, che prestava servizio a Messina, era contraddistinta da riconoscimenti e stima colleghi. "Non era solo un eccellente ufficiale", si legge nel commosso comunicato del sindacato, che lo ricordava come figura "fraterna" e capace di unire competenza e umanità. Un ritratto che contrasta con la brutalità della sua fine, lasciando aperte domande sulle circostanze che l’hanno preceduta.




