Aeroporto Berlusconi, il presidente Enac a Malpensa: «Decisione va rispettata» mentre easyJet festeggia 20 anni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Mentre i festeggiamenti per i vent’anni di easyJet a Milano Malpensa riempivano il Terminal 2 di musica e ricordi, nel pomeriggio di venerdì è arrivata a scompaginare l’atmosfera festosa una voce fuori dal coro, anzi, una voce che da Roma pretendeva il rispetto delle regole. Il presidente dell’Enac, Pierluigi Umberto Di Palma, presente alla cerimonia, ha approfittato dell’occasione – forse non troppo casualmente – per richiamare le istituzioni locali a quello che considera un dovere non ancora adempiuto: l’ufficializzazione effettiva dell’intitolazione dello scalo a Silvio Berlusconi. Una decisione, quella presa dall’ente nazionale su sollecitazione del ministro Matteo Salvini un anno e mezzo fa, che aspetta ancora di trovare una collocazione fisica oltre che burocratica, dato che la nuova denominazione “Aeroporto internazionale Milano Malpensa – Silvio Berlusconi” non compare ancora sulla facciata né tantomeno nella segnaletica dell’hub, rimanendo confinata, di fatto, ai soli documenti ufficiali.
Di Palma, nel suo intervento, non ha usato giri di parole per bacchettare Milano e i sindaci di centrosinistra che hanno presentato ricorso al Tar contro l’intitolazione, sottolineando come il provvedimento dell’Enac sia «tuttora vigente» in attesa della pronuncia dei giudici amministrativi e come tale debba essere rispettato. «L’autorità ha determinato qualcosa – ha detto il presidente – ed è evidente che c’è qualche cosa di stonato oggi nel non riconoscerlo». Una polemica che si è intrecciata con quella più strettamente politica, visto che il Comune di Milano, guidato da Beppe Sala, è l’azionista di riferimento di Sea, la società che gestisce lo scalo. Di Palma ha colto l’occasione per rivendicare il ruolo del suo ente anche nella riapertura del Terminal 2 dopo la pandemia, sostenendo che il sindaco Sala «non voleva investire i 20 milioni di euro necessari per il ripristino del T2, che era stato completamente abbandonato», e che la riattivazione si è ottenuta solo grazie alla pressione di Enac.
La rivoluzione arancione: 110 milioni di passeggeri e una flotta rinnovata
A fare da sfondo a questo botta e risposta istituzionale c’era però un traguardo di portata ben più ampia per il territorio: i vent’anni dalla decisione che trasformò Malpensa nella prima base italiana della compagnia aerea low cost. Era il 1998 quando il primo aereo arancione atterrò in brughiera, ma fu nel 2006 – vent’anni fa, appunto – che easyJet decise di scommettere sullo scalo aprendo una base operativa permanente, un azzardo che all’epoca suscitò «entusiasmo contagioso ma anche molto scetticismo», come ha ricordato il country manager per l’Italia Lorenzo Lagorio. Da allora di strada ne è stata fatta, e i numeri parlano chiaro: 110 milioni di passeggeri trasportati, 22 aeromobili basati oggi a Malpensa e una flotta che si appresta a vivere un ulteriore salto di qualità con l’arrivo di tre nuovi Airbus A321neo, che andranno a sostituire i meno capienti A320 di generazione precedente.
Con questo rinnovo, quest’estate il numero di aerei di nuova generazione (i cosiddetti Neo) salirà a 10, suddivisi tra 7 A321neo e 3 A320neo, permettendo alla compagnia di aumentare l’offerta di posti senza saturare ulteriormente gli slot aeroportuali grazie alla maggiore capacità del modello più grande, che può trasportare fino a 235 passeggeri contro i 186 del precedente. Una strategia di efficienza e sostenibilità che si inserisce in un piano più ampio: a un anno dall’apertura della base di Linate, il vettore arancione si è infatti ritagliato il ruolo di primo operatore per capacità sui due scali milanesi, forte di circa 100 rotte complessive e di 12 milioni di posti disponibili previsti per il 2026. Solo su Malpensa, la programmazione estiva prevede 5,7 milioni di sedili su 76 rotte, che toccano 16 Paesi incluse mete come le Isole Lofoten o Capo Verde.
Tra polemiche istituzionali e iniziative per i passeggeri
Mentre i vertici dell’aviazione discutevano di nomi e ricorsi, easyJet ha scelto di coinvolgere i suoi passeggeri nella celebrazione con iniziative che guardano più al futuro che al passato. Fino al 29 marzo è attiva una promo speciale che applica sconti fino al 20% sui voli in partenza tra aprile e fine giugno, mentre per chi preferisce festeggiare a terra è stata lanciata l’iniziativa “Barfly”, che ha portato in alcuni locali storici del capoluogo lombardo una serie di cocktail creati appositamente per celebrare le destinazioni più amate dai clienti. Un modo, questo, per ribadire il legame profondo con il territorio milanese, un legame che nel corso degli anni ha generato un impatto economico cumulato per la Lombardia che supera gli 8,5 miliardi di euro dal 2006 a oggi, oltre a sostenere direttamente e indirettamente migliaia di posti di lavoro.
E se il clima generale era quello della festa, non è mancato però un accenno a quella “rivoluzione” silenziosa che vent’anni fa portò una low cost britannica a sfidare le compagnie tradizionali proprio da Malpensa, un po’ come accaduto in quegli stessi anni per Ryanair a Bergamo. Una scommessa vinta, a giudicare dai numeri, ma che ancora oggi si scontra con la complessità burocratica e politica italiana, quella stessa che tiene in bilico la denominazione ufficiale di un aeroporto. Di Palma, lasciando la cerimonia, ha detto di confidare che i giudici amministrativi «non potranno che darci ragione». Ma per ora, tra un cocktail ispirato a una rotta europea e un nuovo aereo che si prepara a decollare, la scritta con il nome di Silvio Berlusconi continua a restare invisibile agli occhi dei passeggeri, visibile solo agli atti di un’autorità che chiede rispetto per le sue decisioni.




