L'attività fisica, un'arma potente contro i tumori secondo l'Aiom

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Muoversi con regolarità non è soltanto un toccasana per la linea o per l'umore, ma si configura come un vero e proprio strumento di prevenzione oncologica, capace di abbattere in misura significativa la probabilità di vedersi diagnosticare un tumore. Le cifre, del resto, parlano in maniera eloquente: un impegno costante nel tempo può infatti ridurre fino a un quinto il rischio di ammalarsi, un dato che assume un peso specifico notevole se paragonato allo stile di vita sedentario che ancora caratterizza una fetta consistente della popolazione. A sottolineare l'importanza di questo presidio a costo zero è Massimo Di Maio, presidente eletto dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica, il quale, intervenendo in occasione del XXVII Congresso Nazionale dell'Aiom, ha rimarcato come l'esercizio fisico rappresenti una risorsa fondamentale sia in un'ottica di prevenzione primaria sia dopo che la malattia ha fatto il suo esordio.

I numeri che convincono

I benefici, che si estendono a fasi diverse del percorso di malattia, trovano una conferma solida in statistiche precise. Chi incorpora l'attività fisica nella propria routine quotidiana, infatti, non solo vede calare del 20% la possibilità di sviluppare un carcinoma rispetto a chi conduce un'esistenza immobile, ma registra anche un calo del 31% del rischio di morte per cancro. È interessante notare come questa protezione, che si manifesta in modo così palese a livello generale, si riveli particolarmente efficace contro alcune tra le neoplasie più frequenti; tra queste, si annoverano il tumore al seno, quello al colon e quelli che colpiscono vescica, endometrio, rene e stomaco, senza dimenticare una specifica forma di adenocarcinoma dell'esofago.

L'Italia degli sedentari

Nonostante l'evidenza scientifica, che dipinge uno scenario incoraggiante per chi sceglie di essere attivo, il Belpaese sconta una realtà fatta di inerzia e pigrizia. Gli oncologi lanciano un monito chiaro, basato su un dato allarmante: il 35% degli italiani, che corrisponde a una platea di oltre venti milioni di persone, rifugge da qualsiasi forma di sport o di movimento fisico strutturato. Questa vasta porzione della popolazione, definibile come un vero e proprio "esercito" di sedentari, si priva consapevolmente di uno degli strumenti più semplici ed economici per tutelare la propria salute a lungo termine, un paradosso in un'epoca in cui la medicina sempre più punta sulla prevenzione.

La prevenzione che incontra le persone

Per contrastare questa tendenza e diffondere una cultura della salute più consapevole, le istituzioni medico-scientifiche hanno avviato iniziative di prossimità, portando l'informazione direttamente nei luoghi di aggregazione. Un esempio concreto è stato il "Tour Mediterraneo" della Nave Amerigo Vespucci, dove Aiom, Fondazione Aiom e Airc, in collaborazione con la Società italiana di radiologia medica e interventistica, hanno animato il "Villaggio IN Italia" in cinque tappe. In quell'occasione, a bordo della Nave Scuola della Marina Militare ormeggiata in diversi porti italiani, sono stati distribuiti opuscoli e sono stati offerti consigli pratici ai visitatori, trasformando un'imbarcazione simbolo in un presidio di educazione sanitaria itinerante.

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