Zelensky disposto a cedere la Crimea, Trump spinge per l’accordo mentre Putin continua gli attacchi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Washington, 28 apr. – Donald Trump, rientrato da Roma dopo i funerali di Papa Francesco, ha dichiarato che Volodymyr Zelensky sarebbe pronto a rinunciare alla Crimea pur di raggiungere un accordo di pace con la Russia. "Oh, penso di sì, la Crimea è stata annessa dodici anni fa", ha risposto il presidente americano ai giornalisti, lasciando intendere che Kiev potrebbe accettare lo status quo della penisola, contesa dal 2014. Una posizione che, se confermata, scioglierebbe uno dei nodi più spinosi dei negoziati, ma che al momento non trova riscontro nelle dichiarazioni ufficiali ucraine.

L’incontro tra Trump e Zelensky, avvenuto in Vaticano prima della messa esequiale, è stato definito "positivo" dall’inquilino della Casa Bianca, che ha tuttavia espresso delusione per la continuazione degli attacchi russi. "Putin smetta di sparare e faccia un accordo", ha esortato Trump, sottolineando la necessità di un cessate il fuoco immediato. Nonostante le pressioni americane, Mosca non ha mostrato segni di distensione, mantenendo alta l’intensità delle operazioni militari nel Donbass e nelle regioni orientali.

Intanto, la diplomazia prova a riaprire i canali: oggi il segretario di Stato Marco Rubio e il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov hanno tenuto un colloquio telefonico, definito "costruttivo" da fonti vicine al Dipartimento di Stato. Rubio, però, ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero ritirarsi dai negoziati se non vedranno progressi concreti, una mossa che rischierebbe di far deragliare del tutto il processo.

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