Emergenza suicidi nelle carceri italiane
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Redazione Interno
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L'anno appena iniziato ha già visto una strage silenziosa nelle carceri italiane. Quindici detenuti si sono tolti la vita, nonostante gli sforzi quotidiani di polizia penitenziaria, cappellani, mediatori culturali e circa 17mila volontari che prestano servizio "dietro le sbarre". Le ultime due tragedie si sono consumate nelle celle delle Case circondariali di Caserta e Verona.
Protesta a Verona
A partire dall'8 febbraio, i detenuti del carcere di Montorio a Verona hanno annunciato uno sciopero della fame. Questa forma di protesta, come riportato dall’associazione ‘Sbarre di Zucchero’, prevede il rifiuto dei pasti forniti dall’amministrazione e potrebbe coinvolgere tutti i detenuti delle varie sezioni, a partire dalla quinta. L’associazione sottolinea che si tratta di una protesta nonviolenta mirata a evidenziare le critiche condizioni del penitenziario scaligero, caratterizzate da sovraffollamento, mancanza quasi totale di opportunità lavorative e un aumento dei casi di suicidio e tentativi di suicidio.
Allarme suicidi e condizioni critiche
Nel 2024 siamo a un suicidio ogni due giorni, numeri da record: un problema da affrontare con urgenza. C’è un gravissimo allarme suicidi nelle carceri italiane, cui si somma la situazione dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), dove le condizioni di vita dei migranti “ospiti” sono se possibile ancora peggiori di quelle dei penitenziari. Nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Ponte Galeria si è ucciso un 22enne della Guinea. Nello scorso weekend due detenuti si sono suicidati nelle carceri di Montorio e Carinola: uno era un disabile.
Chiamata all'azione
È evidente che la situazione richiede un intervento urgente. È necessario un aumento del personale medico e psichiatrico nelle carceri per prevenire ulteriori tragedie. La strage silenziosa deve essere fermata.




