Roland Garros, la resistenza di Arnaldi piega Griekspoor; eliminata Cocciaretto
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Redazione Sport
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PARIGI – Quattro ore e due minuti di lotta sulla terra battuta, una battaglia consumata senza nemmeno bisogno del quinto set, che ha restituito a Matteo Arnaldi il sorriso che mancava proprio da questi stessi luoghi. Esattamente un anno fa, il tennista ligure aveva vinto l’ultimo match di livello Slam, prima di un periodo buio fatto di dolori fisici – quel fastidio al piede non è ancora del tutto archiviato, anche se ora riesce a gestirlo meglio in allenamento – e di risultati altalenanti che ne avevano frenato l’ascesa.
Invece, nella canicola parigina, l’azzurro ha ritrovato se stesso, superando l’ostico olandese Tallon Griekspoor, numero 33 del mondo e testa di serie numero 29 del tabellone, con il punteggio di 6-7, 6-3, 7-6, 6-3. Un primo set quasi regalato all’avversario, complice un paio di doppi falli pesanti nel tie-break, e un terzo parziale recuperato miracolosamente (quando sotto 2-6 nel nuovo tie-break) raccontano la natura "alla Arnaldi" di questo successo, un trionfo costruito più con il cuore e i polmoni che con la pura tecnica.
L’effetto Cagliari e la rivincita con Tsitsipas
A innescare la svolta ci ha pensato il Challenger di Cagliari, dove Arnaldi aveva ritrovato la via della vittoria, e le ottime prestazioni agli Internazionali Bnl d’Italia contro avversari di caratura superiore. "La bagarre mi esalta", ha spiegato il giocatore in conferenza stampa, sottolineando come la lunghezza dello scambio e la sofferenza fisica siano il carburante per il suo tennis. Lui stesso lo ammette: sono queste le partite che preferisce, quelle sporche, dove bisogna sudare punto su punto.
E questa durezza mentale gli servirà al secondo turno, dove troverà un vecchio "conoscente" come Stefanos Tsitsipas. Il greco – un nobile decaduto del circuito, sprofondato al 79esimo posto del ranking dopo essere stato numero 3 del mondo – lo aspetta per una rivincita personale. Già due anni fa, sempre al Roland Garros, i due si erano incrociati, con Tsitsipas capace di rimontare un set di svantaggio e vincere in quattro parziali.
Stavolta, forte di una condizione ritrovata e di una maggiore esperienza maturata nelle difficoltà, Arnaldi scenderà in campo con la consapevolezza di chi non ha più nulla da perdere e tutto da guadagnare.
Darderi avanza senza fronzoli, fuori la Cocciaretto
Se Arnaldi ha dovuto sudare tutte le ore a disposizione, il rientro di Luciano Darderi sulla terra rossa parigina è stato molto più lineare. Il 24enne italo-argentino, testa di serie numero 14 del torneo, ha liquidato la pratica con l’austriaco Sebastian Ofner in tre set netti, con un punteggio di 7/6, 6/2 e 6/3 in poco più di due ore e venti minuti. Un esordio solido per Darderi, che nelle scorse settimane si era spinto fino alle semifinali del Masters 1000 di Roma e che ora cerca di raggiungere per la prima volta in carriera il terzo turno in un Grande Slam.
L’ostacolo successivo sarà rappresentato dall’argentino Francisco Comesana, un avversario già incrociato in passato (con esiti negativi per l’azzurro) e contro il quale servirà la massima concentrazione per continuare la corsa. Discorso completamente opposto, purtroppo, per Elisabetta Cocciaretto. La marchigiana ha salutato subito il torneo, battuta in due rapidi set (doppio 6-3) dalla russa Alina Korneeva, una giovanissima classe 2007 proveniente dalle qualificazioni.
Una partita sempre in salita per Cocciaretto, che non è mai riuscita a imporre il proprio gioco, pagando a caro prezzo i numerosi errori gratuiti (ben ventotto) e una resa al servizio troppo bassa per reggere l’urto di una rivale in palla.
Cronaca del match: il tie-break che cambia tutto
Nel dettaglio della maratona di Arnaldi, il primo set è stato un vero e proprio thriller psicologico. Dopo non aver sfruttato due palle break nel corso del parziale, l’azzurro è volato avanti 6-3 nel tie-break, a un passo dalla chiusura, salvo poi vedere l’olandese risalire e portarsi a casa la frazione per 11-9 complice un sanguinoso doppio fallo dell’italiano. Lungi dal crollare, Arnaldi ha reagito da lottatore, strappando il servizio a Griekspoor nel quinto game del secondo set e gestendo poi il vantaggio senza patemi.
Nel terzo parziale il copione si è ripetuto: sotto 2-6 nel tie-break decisivo, Arnaldi ha operato una delle rimonte più incredibili della sua carriera, infilando sei punti consecutivi che hanno spezzato la resistenza fisica e mentale dell’avversario. A quel punto, il quarto set è stato una formalità per il ligure, che ha chiuso con un altro break nel nono gioco. Una vittoria, questa, che profuma di rivalsa e che riconferma come la terra rossa di Parigi continui a essere un palcoscenico speciale per il tennis azzurro.




