Nuovo caso di chikungunya a Rosà, il paziente di rientro dall’estero: scatta la disinfestazione

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Un nuovo focolaio di chikungunya mette in allerta la provincia di Vicenza. Dopo il caso registrato nel capoluogo meno di una settimana fa, l’Ulss 7 Pedemontana ha confermato la positività al virus in un paziente residente o comunque identificato nel territorio comunale di Rosà, un piccolo centro ai piedi del Grappa. L’uomo, di ritorno da un viaggio all’estero, si era presentato il 13 luglio al Pronto Soccorso dell’ospedale di Bassano del Grappa con una sintomatologia che ha subito fatto scattare i campanelli d’allarme tra i sanitari di guardia.

La combinazione tra i disturbi accusati e la recente storia di spostamenti internazionali ha orientato i medici verso l’ipotesi di un’infezione tropicale, successivamente verificata attraverso gli esami di laboratorio che hanno dato esito positivo per il virus chikungunya.

La risposta dell’azienda sanitaria e il protocollo di prevenzione

L’Ulss 7 Pedemontana ha attivato immediatamente le procedure previste per questi casi, in stretta collaborazione con i servizi di igiene e sanità pubblica. La malattia, come noto, non si trasmette da persona a persona per via aerea ma esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes, con la zanzara tigre (Aedes albopictus) a rappresentare il principale vettore presente sul territorio italiano.

È proprio questa caratteristica a rendere necessario l’intervento tempestivo sull’ambiente circostante per evitare che l’insetto, pungendo il paziente durante la fase viremica della malattia, possa acquisire il virus e trasmetterlo ad altre persone. Per questo motivo, il paziente è stato posto in isolamento protettivo per scongiurare qualsiasi contatto con gli insetti vettori, mentre le autorità sanitarie hanno già programmato gli interventi di disinfestazione nella zona interessata.

Le misure sul territorio: disinfestazione in un raggio di 200 metri

La strategia di contenimento del contagio segue le disposizioni contenute nella DGR 273/2026, la delibera della Regione Veneto che detta le linee guida per la gestione di questi focolai epidemici. L’ordinanza prevede un intervento combinato di lotta alle zanzare adulte, attraverso trattamenti adulticidi, e di azione sulle larve, con larvicidi e la rimozione dei focolai larvali presenti in un raggio minimo di 200 metri dal luogo in cui è stato riscontrato il caso di contagio.

Un’operazione complessa, che coinvolge gli operatori del servizio di igiene e sanità pubblica e che richiede la collaborazione dei cittadini per eliminare ristagni d’acqua e altri potenziali siti di riproduzione delle zanzare. Si tratta del secondo episodio registrato nel Vicentino in pochi giorni, un’eventualità che conferma come la circolazione del virus, seppur legata a viaggiatori provenienti da aree endemiche, richieda un’attenzione costante sul fronte della sorveglianza entomologica e sanitaria.

L’evoluzione del quadro epidemiologico e i sintomi da monitorare

La chikungunya, il cui nome in lingua swahili significa "ciò che si curva", si manifesta tipicamente con febbre elevata a esordio improvviso, accompagnata da forti dolori articolari che in alcuni casi possono protrarsi anche a lungo. Altri sintomi comuni includono cefalea, dolori muscolari, nausea e rash cutaneo. Nel caso specifico di Rosà, i sanitari del pronto soccorso di Bassano sono stati in grado di formulare il sospetto diagnostico in tempi rapidi proprio grazie alla segnalazione del viaggio all’estero, un elemento che si rivela cruciale per la diagnosi differenziale.

La capacità di intercettare precocemente i casi importati rappresenta, infatti, la principale arma a disposizione dei sistemi sanitari locali per prevenire l’innesco di catene di trasmissione autoctona, come già accaduto in passato in altre regioni italiane. L’Ulss 7 ha comunque rassicurato la popolazione, sottolineando che al momento non si registrano altri casi sospetti e che le operazioni di disinfestazione sono state avviate per contenere il rischio e tutelare la salute pubblica.

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