John Elkann e l’annata in chiaroscuro di Exor: stipendio in aumento nonostante le difficoltà di Stellantis
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Redazione Economia
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Mentre la sorella Ginevra Elkann rinuncia a qualsiasi compenso in qualità di membro del consiglio di amministrazione di Exor, John Elkann, amministratore delegato della holding di famiglia, vede crescere la propria retribuzione in un anno che, per il gruppo, è stato tutto fuorché semplice. Se da un lato Ferrari e Philips hanno tenuto alta la bandiera dei dividendi, dall’altro il crollo di Stellantis e le incertezze che avvolgono la Juventus – con il rischio di una nuova ricapitalizzazione – hanno messo a dura prova la solidità finanziaria del colosso controllato dagli Agnelli.
Elkann, che in Exor ricopre il ruolo di ceo dopo aver lasciato la presidenza a Nitin Nohria (il quale percepisce circa 263mila euro), ha visto la propria busta paga raggiungere cifre significative. Oltre a un fisso di 500mila euro, a cui si aggiungono benefit marginali come l’assicurazione sanitaria (valutati attorno ai 2.880 euro), l’ad ha ottenuto un bonus di 500mila euro legato all’esercizio 2024 e ben 10,3 milioni come premio per i risultati della holding. Una somma che, seppur giustificata dalle performance complessive del gruppo, stride con le difficoltà di alcuni dei suoi gioielli più importanti.
Stellantis, in particolare, è stata al centro di un anno turbolento. Dopo i record del 2023, il mercato automobilistico globale ha mostrato segni di affanno, costringendo il gruppo a rivedere strategie e aspettative. Elkann, nel ruolo di presidente, ha cercato di rassicurare investitori e stakeholder parlando di "modelli giusti, con i motori giusti, al momento giusto", ma i numeri parlano di un’azienda in difficoltà, il cui tonfo pesa non poco sui conti di Exor.
A salvare la situazione, almeno in parte, è stato ancora una volta il Cavallino rampante. Ferrari, con i suoi margini da primato e la costante domanda di lusso, ha rappresentato un faro in un mare agitato, insieme alla crescita di Philips. Senza di loro, il 2024 sarebbe stato ricordato come l’annata più complicata della gestione Elkann. Intanto, Exor chiude l’esercizio con un utile consolidato di 14,6 miliardi, trainato da una componente straordinaria di 12,15 miliardi, mentre il Net Asset Value raggiunge i 38,2 miliardi, in aumento rispetto ai 35,4 del 2023.
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