Land Rover svela la Defender Dakar D7X-R per il rally Dakar 2026

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La Land Rover ha sollevato il velo sulla Defender Dakar D7X-R, un veicolo che, concepito per trionfare nelle competizioni raid a partire dal Rally Dakar del gennaio 2026, incarna una transizione tecnologica e sportiva di notevole portata. Questo modello, che condivide la sua origine con la Defender OCTA e viene assemblato sulla medesima linea della Defender 110, non è una semplice reinterpretazione estremizzata del fuoristrada britannico, bensì una macchina da corsa integrale, sviluppata rispettando i rigidi parametri del regolamento FIA Stock. Tale normativa, la quale impone di mantenere inalterati la scocca e il propulsore, ha portato i progettisti a conservare l'architettura D7x e il motore V8 biturbo da 4.4 litri, il quale verrà alimentato esclusivamente con carburanti sostenibili, un aspetto non secondario nella filosofia contemporanea dello sport motoristico.

Dall'asfalto alle dune: l'evoluzione radicale

Le modifiche consentite dal regolamento, tuttavia, sono state sfruttate in maniera totale, trasformando radicalmente l'essenza del veicolo. Alla vettura sono state integrate una roll-cage omologata FIA, fondamentale per la sicurezza dell'equipaggio, e un imponente serbatoio da 550 litri, necessario per coprire le immense distanze dei deserti sauditi senza rifornimenti frequenti. La meccanica, poi, ha subito un adattamento profondo: le sospensioni ad alte prestazioni fornite da BILSTEIN, gli pneumatici da 35 pollici e una carreggiata notevolmente ampliata conferiscono alla D7X-R un'impronta sul terreno e delle capacità di assorbimento degli urti che la allontanano definitivamente da qualsiasi versione di serie. L'ingombro complessivo, del resto, parla da sé, con una lunghezza di oltre 4,8 metri e un'altezza che supera i due metri, dimensioni che le permettono di disporre di un'altezza da terra di 370 millimetri e di angoli di attacco e uscita pari, rispettivamente, a 47,5 e 44,5 gradi.

Un abitacolo tutto business per la navigazione estrema

All'interno, l'ambiente di guida è stato ripensato in funzione della pura efficienza agonistica. Gli spazi, privi di qualsiasi orpello non essenziale, ospitano il navigatore di tipo regolamentare richiesto dalla Fia, strumento vitale per orientarsi nelle tappe di navigazione più complesse. A questo si affiancano un head-up display e un cruscotto completamente configurabile, che forniscono al pilota tutte le informazioni critiche senza distogliere lo sguardo dal percorso. I sedisti, infine, sono avvolti da sedili racing dotati di cinture di sicurezza a sei punti, un sistema che garantisce la massima stabilità e protezione durante la guida su terreni sconnessi e ad altissima velocità.

Oltre seimila chilometri di test per un obiettivo chiaro

Il percorso che ha condotto alla definizione di questo prototipo è stato lungo e meticoloso, come dimostra un intenso programma di sviluppo che ha già accumulato più di seimila chilometri di collaudo in condizioni fuoristrada estreme. Questa fase preparatoria, fondamentale per affinare ogni componente e garantirne l'affidabilità sotto stress, lascia pochi dubbi sulle ambizioni del costruttore. Land Rover, con questa mossa, non sta semplicemente tornando a gareggiare in un evento iconico; sta puntando direttamente alla vittoria, presentando un mezzo costruito con l'unico scopo di dominare le prove più dure del World Rally-Raid Championship.

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