Liberato ostaggio israeliano dopo 326 giorni di prigionia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Qaid Farhan al-Qadi, un beduino di 52 anni rapito il 7 ottobre mentre lavorava nel kibbutz Magen, è stato liberato ieri dalle forze speciali israeliane dopo 326 giorni di prigionia. Al-Qadi è stato trovato dai commandos della Flotilla 13, un'unità speciale della Marina israeliana, in un tunnel nella parte meridionale della Striscia di Gaza.

La liberazione

Il generale di brigata Itzik Cohen, comandante della 162a divisione israeliana, ha accolto al-Qadi con pacche sulle spalle, segnando un raro momento di vittoria per Israele. Al-Qadi è stato immediatamente trasportato all'ospedale Soroka di Beersheba, dove ha potuto riabbracciare il fratello e parlare al telefono con il primo ministro Benjamin Netanyahu e il presidente Isaac Herzog.

La situazione degli ostaggi

Attualmente, rimangono 108 ostaggi nelle mani di Hamas, dei circa 250 rapiti dieci mesi fa. Secondo le stime, almeno quaranta di questi ostaggi sono morti. La situazione nella Striscia di Gaza è estremamente critica, con combattimenti, raid e distruzioni immense che complicano ulteriormente le operazioni di salvataggio.

Reazioni e prospettive future

La liberazione di al-Qadi ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre Israele festeggia questo successo, i parenti degli altri prigionieri criticano il governo di Netanyahu per la mancanza di trattative efficaci. Le discussioni per una tregua continuano, ma la strada verso una soluzione definitiva sembra ancora lunga e incerta.

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