Claudia Cardinale, icona del cinema mondiale: tributi dalla Francia e dalla Rai

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La notizia della scomparsa di Claudia Cardinale, avvenuta nella tarda serata di martedì 24 settembre, ha assunto da subito i contorni di un lutto internazionale. I principali quotidiani francesi, il paese che l'attrice aveva scelto come sua patria adottiva, hanno dedicato la prima pagina al suo sorriso più celebre, simbolo di un'eleganza senza tempo. Un primo, sentito omaggio istituzionale è arrivato dal presidente francese Emmanuel Macron, che ha evidenziato come Cardinale incarnasse "una libertà, una visione e un talento" unici, lasciando un'impronta profonda nel cinema da Roma a Hollywood.

I tributi televisivi della Rai

Anche la Rai ha reso omaggio alla sua memoria con una programmazione speciale, partita già nella mattinata di mercoledì 25 settembre. Trasmissioni come Unomattina news e Storie italiane hanno ripercorso le tappe di una carriera straordinaria, unendo ricordi personali ai filmati dei suoi successi. Un tributo doveroso per un'artista il cui percorso, iniziato come "la ragazza italiana più bella di Tunisi", l'ha portata a diventare una figura centrale nella cinematografia del Novecento.

Gli ultimi anni a Nemours

Claudia Cardinale si è spenta all'età di 87 anni nella sua casa di Nemours, vicino a Parigi. Questa dimora era per lei molto più di un semplice rifugio: un luogo affettivo, museo e ristorante, dove aveva scelto di vivere con la sua famiglia, lontano dai riflettori. In un'intervista di aprile, una figlia l'aveva descritta come una persona felice e sempre attiva, che non aveva mai abbandonato del tutto il lavoro e conduceva una vita piena e autonoma.

L'eredità artistica di un'icona senza tempo

L'eredità di Claudia Cardinale è scolpita in pellicole che sono parte della storia del cinema. Musa di maestri come Federico Fellini e Luchino Visconti (che la diresse ne Il Gattopardo), seppe imporsi anche nel western con C'era una volta il West di Sergio Leone. La sua grazia e determinazione conquistarono anche Hollywood. Un aneddoto del collega David Niven, con cui girò La pantera rosa, racchiude il suo status di icona: la definì "la più bella invenzione degli italiani dopo gli spaghetti".

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