Roland Garros, l'Italia del tennis avanza senza il suo numero uno: tris d'azzurri agli ottavi
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Redazione Sport
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La lunga giornata parigina, iniziata con il sole alto sulla terra rossa e conclusasi ormai sotto la luce artificiale del campo centrale, ha consegnato un verdetto inequivocabile: il movimento tennistico italiano esiste ed è vitale anche al di là del suo fuoriclasse.
Dopo l'eliminazione a sorpresa di Jannik Sinner – e in assenza dell'infortunato Lorenzo Musetti –, erano in molti a temere un rapido epilogo per le ambizioni azzurre al secondo Slam della stagione. oasport +3
E invece, complice un tabellone che si è fatto improvvisamente più percorribile, i nostri colori sventoleranno ancora per tutta la prossima settimana sugli storici campi del Bois de Boulogne. oasport +3
L'impresa in rimonta di Arnaldi e la chiusura in bellezza
A mettere il sigillo su una serata che resterà nella memoria degli appassionati ci ha pensato Matteo Arnaldi, il ligure dal carattere solido e dalla determinazione granitica.
Il suo match contro il belga Raphael Collignon, un avversario ostico e dal talento cristallino, si è trasformato in una vera e propria battaglia psicologica oltre che fisica: quattro ore e cinquantotto minuti di scambi, un'ora che sfiora il limite della resistenza umana sul cemento polveroso. repubblica +3
Sotto di due set a uno, con la stanchezza che faceva tremare i polpacci e la tensione che irrigidiva il braccio, Arnaldi ha trovato la forza di reagire. Ha prima strappato il quarto parziale per 6-4, e poi ha giocato un quinto set da manuale, decidendo tutto al super tie-break con un eloquente 10-4 che lascia poco spazio ai rimpianti per l'avversario. giornaledellumbria +3
Cobolli e Berrettini: due romani, due stili, stesso risultato
Prima di lui, a scaldare il pubblico – quello presente sugli spalti e quello incollato agli schermi – ci avevano pensato Flavio Cobolli e Matteo Berrettini.
Il primo, talento romano in costante ascesa, ha liquidato la pratica con l'americano Learner Tien in tre set piuttosto netti (6-2, 6-2, 6-3), dimostrando una maturità tattica e una pulizia di colpi che lasciano ben sperare per il proseguo del torneo.
Ben diverso, invece, il copione seguito da Berrettini, reduce da anni difficili segnati da infortuni a ripetizione. oasport +3
Lui, che contro l'argentino Francisco Comesana – soprannominato «lo squalo» proprio per la sua capacità di mordere e non mollare la preda – ha dovuto letteralmente scavarsi la vittoria con le unghie. Cinque ore e un quarto di lotta, caldo asfissiante, gambe in affanno e punti cruciali annullati nel super tie-break finale: un'impresa che sa di rinascita più che di semplice qualificazione. livetennis +3
Un movimento che non teme il vuoto
L'assenza dell'ombra lunga di Sinner, paradossalmente, ha avuto l'effetto di accendere i riflettori su chi spesso agiva nel suo cono d'ombra.
Se ne è accorto Cobolli, che ha ammesso come negli spogliatoi aleggi ormai la sensazione che il sogno sia più concreto del solito; lo ha dimostrato Arnaldi, tornato ai livelli che lo avevano fatto apprezzare due anni fa proprio sulla terra di Parigi; lo ha testimoniato Berrettini, la cui commozione al termine del match ha raccontato di una sofferenza sportiva finalmente ripagata. tennisitaliano +3
Con tre azzurri agli ottavi – traguardo che non capitava dal lontano 2021 – l'Italia si prende la scena nel secondo Slam dell'anno, pronta a giocarsi le sue carte senza più timori reverenziali. giornaledellumbria +3




