Sharon Stone a Trump: "Si comporti in modo che sua madre possa essere fiera di lui". L'appello dell'attrice all'assemblea dei Nobel a Roma

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alla luce dei riflettori del Campidoglio, dove si è tenuta la cerimonia conclusiva della Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, la voce di Sharon Stone si è levata potente e chiara, portando in un consesso di scienziati e premi Nobel un appello che mescola l'urgenza etica a un richiamo ai valori più elementari dell'educazione.

L'attrice, nota tanto per i suoi ruoli cinematografici quanto per un impegno umanitario che dura da decenni, ha scelto il palcoscenico romano per lanciare un messaggio che, pur non facendo nomi, ha trovato un destinatario preciso nel presidente degli Stati Uniti Donald Trump, presente in quel momento solo come destinatario ideale delle sue parole. A margine dell'evento, e incalzata dai giornalisti, la Stone ha pronunciato la frase destinata a fare il giro del mondo: "Comportati in modo tale che tua madre possa essere fiera di te".

Un monito che, nelle intenzioni della diva, supera la contingenza politica per toccare la corda della responsabilità individuale, quasi un richiamo a quelle regole di buon senso che si insegnano ai bambini e che, a suo dire, dovrebbero valere anche per i grandi della Terra.

Assemblea dei Nobel e intelligenza artificiale: la "Dichiarazione di Roma"

L'occasione per queste dichiarazioni era di quelle di massimo profilo: l'assemblea, che ha riunito a Roma dal 14 al 16 luglio oltre trenta premi Nobel, rappresentanti di istituzioni internazionali, esperti di intelligenza artificiale e leader religiosi, aveva come obiettivo la stesura e la firma della "Dichiarazione di Roma per una pace disarmata e disarmante nell'era dell'intelligenza artificiale, delle armi nucleari e autonome".

I lavori si sono svolti in due sedi simboliche: il Borgo Laudato si' di Castel Gandolfo, voluto da Papa Francesco come spazio di formazione e riflessione, e infine il Campidoglio, dove la dichiarazione è stata ufficialmente sottoscritta. Tra i partecipanti, figure di spicco della scienza e della tecnologia, tra cui rappresentanti di OpenAI e Google DeepMind, a testimonianza dell'urgenza e della trasversalità del tema.

"La dignità umana non è un algoritmo": l'intervento di Sharon Stone

In questo contesto, Sharon Stone, che ha partecipato all'evento come ambasciatrice dell'enciclica "Magnifica humanitas" di Papa Leone XIV, ha tenuto un discorso che ha rappresentato il contraltare umanistico e morale alle discussioni tecniche sul futuro dell'IA. "La dignità umana non è un algoritmo", ha affermato l'attrice, sottolineando che, se da un lato le capacità delle macchine si espandono, dall'altro devono crescere di pari passo le responsabilità intellettuali ed etiche di chi le crea.

Un concetto, questo, che riecheggia il timore espresso da molti relatori, a cominciare dal cardinale Baldassarre Reina, che ha ricordato come "nessuna macchina, nessun algoritmo e nessun sistema autonomo possa essere messo al centro delle decisioni da cui dipende la sopravvivenza dell'umanità". L'attrice ha voluto insistere su un punto cruciale, ovvero l'importanza di non perdere quell' "innocenza" e quella prospettiva umana che, a suo avviso, sono il terreno fertile per la gentilezza, la decenza e la generosità.

L'ictus, la morte e la rinascita: il racconto di Sharon Stone

A dare ulteriore spessore alla figura di Sharon Stone in questa veste, e a rendere il suo appello forse ancora più ascoltato, è il racconto della sua esperienza personale. Quasi venticinque anni dopo il grave ictus che la colpì nel 2001, l'attrice ha rievocato quel momento come uno spartiacque della sua esistenza, un'esperienza che ha cambiato per sempre il suo modo di stare al mondo.

"Morire è un'esperienza che apre gli occhi", ha dichiarato in una recente intervista, spiegando di aver avuto la possibilità, come le ha detto un monaco buddista, di "reincarnarsi nel proprio corpo e continuare il cammino". Da quel dramma, che le ha fatto perdere per anni l'olfatto, la vista e la capacità di leggere, ha imparato a restare nel presente e a valutare ogni cosa con una prospettiva diversa, che oggi la porta a guardare alle sfide globali con l'occhio non solo dell'artista, ma anche della madre e della cittadina del mondo.

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