Bitcoin in difficoltà: il valore fatica a superare i 70.000 dollari
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Redazione Economia
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Il valore del Bitcoin (BTC) sta attraversando un periodo di incertezza, attualmente attestandosi intorno ai 66.100 dollari. Il 29 luglio, la famosa criptovaluta ha incontrato una resistenza a 70.000 dollari, per poi calare nuovamente sotto i 67.000 dollari. I trader sperano che l'asset possa tornare al massimo storico di 73.800 dollari, raggiunto a marzo 2024. Tuttavia, secondo gli analisti, il BTC dovrebbe formare un supporto a 72.000 dollari per poter iniziare la corsa verso gli 80.000 dollari.
Crollo del mercato crypto
Il mercato delle criptovalute è in profondo rosso, con Bitcoin che ha perso il 5% e il resto del settore che ha registrato performance ancora peggiori. La sessione americana è stata pessima anche per il mercato azionario, influenzata dalle incertezze sull'andamento dell'economia statunitense. Nonostante le parole rassicuranti di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, i mercati sono rimasti scettici.
Dati economici statunitensi e impatto sul Bitcoin
I mercati hanno ricevuto una buona notizia giovedì mattina, con l'indice ISM manifatturiero statunitense di luglio che è sceso molto più delle aspettative degli economisti, portando i tassi di interesse ai minimi pluriennali. Inoltre, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono balzate al livello più alto in circa un anno. Questi dati rafforzano l'idea che gli Stati Uniti siano all'apice di un ciclo di allentamento monetario da parte della Federal Reserve, solitamente considerato rialzista per gli asset rischiosi, tra cui Bitcoin.
Reazione del Bitcoin ai dati macroeconomici
Contrariamente alle aspettative di alcuni investitori, Bitcoin non è riuscito a guadagnare sull'onda dell'indebolimento del dollaro e del calo dei rendimenti delle obbligazioni statunitensi, che oggi si sono attestati al 3,97%, perdendo quasi 13 punti base dalla chiusura di ieri. Le due maggiori criptovalute, Bitcoin ed Ethereum, sono scambiate oggi in ribasso rispettivamente del 3% e di quasi il 4%, a fronte di una svendita di quasi il 2,3% sul Nasdaq 100. Gli investitori sono stati spaventati dai dati macroeconomici statunitensi più deboli del previsto, sollevando preoccupazioni circa la recessione e il "tempismo" dell'allentamento monetario della Fed.




