Corea del Sud, perquisito l'ufficio del presidente Yoon
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Redazione Esteri
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La polizia sudcoreana ha effettuato una perquisizione presso l'Ufficio presidenziale di Yoon Suk-yeol, nell'ambito delle indagini sulla dichiarazione di legge marziale del 3 dicembre. Secondo quanto riportato dall'agenzia Yonhap, altre operazioni hanno interessato l'Agenzia della polizia nazionale, la Seoul Metropolitan Police e la polizia dell'Assemblea nazionale. Il capo dell'Ufficio di indagine sulla corruzione per alti funzionari (Cio), Oh Dong-woon, ha riferito in un'audizione parlamentare che "è in corso un'indagine approfondita e riesamineremo l'ipotesi d'arresto".
Nel frattempo, l'ex ministro della Difesa, Kim Yong-hyun, ha tentato il suicidio in carcere a Seul, dove è detenuto con l'accusa di insurrezione. La notizia è stata confermata da Shin Yong-hae, il capo del centro penitenziario, durante un'udienza parlamentare: l'ex ministro è attualmente in una cella di protezione e la sua salute rimane stabile.
Il Parlamento sudcoreano ha approvato una risoluzione che chiede l'arresto del presidente Yoon Suk-yeol e di altre sette persone coinvolte nel tentativo di colpo di stato, culminato con la proclamazione della legge marziale. La decisione del Parlamento è stata riportata dall'agenzia di Stato sudcoreana, Yonhap.
In un contesto di crescente tensione politica, la perquisizione dell'Ufficio presidenziale rappresenta un ulteriore sviluppo nelle indagini che stanno scuotendo il Paese.




