Vasco Rossi: "Andrò avanti finché riesco", tra musica e memoria del padre

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   “Andrò avanti finché ci riesco”, dice Vasco Rossi, mentre si prepara a tornare sul palco per un nuovo tour che partirà il 31 maggio dallo Stadio di Torino, città che non ospitava il suo concerto d’apertura dal 2013. In queste settimane, il rocker di Zocca è in Puglia, dove sta mettendo a punto le prove per uno spettacolo che non sarà una semplice successione di hit, ma un racconto in musica dell’esistenza stessa. “Il filo rosso di quest’anno è la vita in tutte le sue sfumature: celebrata, ostinata, complicata, presa alla leggera”, ha spiegato a La Stampa, aggiungendo con la sua solita irriverenza: “Sono una vita spericolata, e il mio concerto sarà di luce”.

Tra una prova e l’altra, Vasco ha rievocato la figura del padre Carlino, uomo di coraggio che scelse la deportazione piuttosto che piegarsi al nazifascismo. “Porto il nome di un suo compagno di prigionia che gli salvò la vita”, ha rivelato, sottolineando come quel gesto abbia segnato la sua identità. Un legame che torna attuale in un’epoca che il cantante definisce “molto buia”, dominata da quella che chiama “una valanga di ignoranza”. Per lui, il 25 Aprile non è una ricorrenza retorica ma resistenza quotidiana, come quella del padre, che affrontò l’inferno del lager senza cedere.

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