Pensioni, prestiti con la cessione del quinto più semplici e digitali: le nuove regole INPS valide fino al 2029

Pensioni, prestiti con la cessione del quinto più semplici e digitali: le nuove regole INPS valide fino al 2029
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Più digitale, più trasparente e con procedure semplificate. L'INPS aggiorna le regole per i finanziamenti concessi ai pensionati attraverso la cessione del quinto, il meccanismo che consente di rimborsare il prestito mediante una trattenuta diretta sulla pensione, entro il limite massimo del 20% dell'assegno mensile. Il nuovo schema di convenzione con banche e intermediari finanziari sarà valido dal 1° maggio 2026 al 30 aprile 2029.

Il rinnovo della convenzione INPS: cosa cambia per i pensionati

Sono state rinnovate le regole operative per i prestiti ai pensionati estinguibili mediante trattenuta diretta fino a un quinto della pensione. L'INPS ha spiegato che il nuovo schema di convenzione con banche e intermediari finanziari ha validità triennale dal 1° maggio 2026 al 30 aprile 2029 ed è finalizzato a garantire una gestione dei finanziamenti più semplice, lineare e sicura per tutti i cittadini coinvolti.

La cessione del quinto, come noto, rappresenta una delle forme di finanziamento più diffuse in Italia: le richieste da parte di dipendenti pubblici e privati, ma anche di pensionati, sono raddoppiate dal 2011 a oggi, passando da 10,2 a 18,3 miliardi di euro.

La traslazione del prestito dallo stipendio alla pensione

Uno degli aspetti più delicati della disciplina riguarda il passaggio, definito "traslazione", che si verifica quando il titolare di una cessione del quinto lascia il lavoro e accede alla pensione: il finanziamento, in questo caso, continua a essere rimborsato attraverso il nuovo trattamento previdenziale. Questo meccanismo non comporta però una revisione automatica delle condizioni economiche previste dal contratto originario.

La convenzione dell'INPS continua ad applicarsi per gli aspetti compatibili, ma resta esclusa una regola importante: ai prestiti trasferiti dallo stipendio alla pensione non si applicano i tassi soglia convenzionali aggiornati trimestralmente per le nuove cessioni del quinto dei pensionati, un dettaglio che può avere un impatto significativo sul costo complessivo del finanziamento.

Le nuove procedure online e la digitalizzazione dei servizi

L'INPS ha specificato alcune novità per quanto riguarda la cessione del quinto, con particolare attenzione alle procedure che diventeranno sempre più telematiche. L'Istituto implementerà infatti un approccio digitale in diversi passaggi burocratici che potevano ancora essere svolti su carta o di persona.

Questo processo si inserisce in una strategia più ampia di digitalizzazione dell'ente: nel 2024 sono stati forniti 771 milioni di servizi completamente digitalizzati e, nei primi sei mesi del 2025, si sono registrati 30 milioni di accessi tramite la nuova app INPS mobile, utilizzata abitualmente da circa 6 milioni di cittadini. L'obiettivo è rendere più snello l'accesso al credito per i pensionati, riducendo i tempi di attesa e semplificando la gestione delle pratiche.

I nuovi tassi e le condizioni di accesso

Con il messaggio INPS n. 1168 del 1° aprile 2026, l'Istituto ha reso noto che il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha indicato i tassi effettivi globali medi (TEGM) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari. Ne consegue che i tassi soglia TAEG da utilizzare per i prestiti che si possono estinguere con la cessione del quinto della pensione, quando concessi da banche o intermediari in regime di convenzione ai pensionati, risultano diversificati per fasce di età e importo del finanziamento. Per i pensionati fino a 59 anni, ad esempio, il tasso per finanziamenti fino a 15.000 euro è del 10,03%, mentre per importi superiori scende al 7,72%; per gli over 79, invece, i tassi salgono rispettivamente al 21,31% e al 15,80%. I prestiti in convenzione con l'INPS possono arrivare fino a 75.000 euro, con piani di rimborso che si estendono da un minimo di 24 mesi fino a un massimo di 120 mesi.

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